Picchiato da una baby gang, 39enne ferito

Prognosi di tre settimane per l’uomo. Denunciato un minore di San Benedetto dei Marsi, identificati altri 4 adolescenti
AVEZZANO. Aggredito da una baby gang in pieno giorno menter tornava a casa. È accaduto nel sottopasso ferroviario tra piazzale Kennedy e piazza Matteotti. A farne le spese è stato un uomo di Avezzano, A.C., 39 anni, finito in ospedale con una prognosi di tre settimane a causa dei traumi e delle fratture riportate al volto. Gli aggressori, cinque minorenni italiani, con genitori di origine marocchina, sono stati identificati dagli agenti della polizia locale. Uno di loro, 16 anni, residente a San Benedetto dei Marsi, è stato denunciato con l’accusa di lesioni aggravate, mente la posizione degli altri quattro e al vaglio degli investigatori. Gli agenti sono risaliti alla gang grazie alle telecamere del circuito cittadino che hanno ripreso alcuni momenti dell’aggressione, in particolare gli istanti in cui il 39enne viene colpito al volto in modo repentino dal minorenne denunciato, prima che tutti e cinque si allontanassero dal posto. Alla base della violenza inaudita messa in atto un banalissimo scambio di sguardi. «Che ti guardi», gli avrebbe detto il minorenne. Il giovane avrebbe semplicemente risposto che non lo stava guardando. Questo è bastato per scatenare la violenta reazione. Tutto è durato pochi secondi, poi la fuga della baby gang. Il ferito, rimasto a terra, è stato poi trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano. Ha riportato un trauma facciale grave e diverse fratture con una prognosi di circa tre settimane. Determinanti nell’indagine lampo della polizia locale, capitanata dal comandante Luca Montanari, le immagini delle telecamere distribuite nella zona. Solidarietà al giovane aggredito è arrivata dal sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio. «I malintenzionati devono sapere che l’occhio delle oltre cento telecamere ormai garantisce una copertura vasta in tutta la città», ha affermato il primo cittadino, «questi atti vengono inquadrati e ciò favorisce la rapida identificazione degli autori». Il sindaco ha inoltre «invitato la polizia locale a segnalare qualsiasi atto rientri tra quelli previsti per l’applicazione del Daspo urbano».
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