Piccone: 3 euro ad abitante per salvare la Sinfonica

14 Agosto 2015

Il deputato Ncd: ma saranno i Comuni a deliberare un contributo, Celano lo farà Duro attacco a D’Alfonso: un giullare che ignora L’Aquila e rovina l’Abruzzo

L’AQUILA. Tre euro per ogni abitante della provincia per salvare l’Orchestra sinfonica abruzzese. Se consideriamo che gli abitanti sono circa 300mila, la somma totale si aggirerebbe sui 900mila euro, sufficienti a salvare il posto di lavoro a musicisti, amministrativi e maestranze varie dell’istituzione. La proposta arriva dall’onorevole Filippo Piccone (Ncd) che ha già chiesto al sindaco Settimio Santilli di far inserire nell’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale un punto affinché il Comune di Celano si renda disponibile a offrire un proprio contributo per la Sinfonica.

«A Celano gli abitanti sono 11mila e la somma in questione è di 33mila euro. È un contributo per salvare un’istituzione abruzzese importantissima che dà prestigio e valenza culturale a tutta la Regione, oltre che naturalmente tutelare il lavoro di tutti gli addetti. Nella Sinfonica ci sono talento, tradizione ed eccellenza abruzzesi. È evidente che tutti i Comuni della provincia, ma io direi anche di tutta la regione, dovrebbero fare lo stesso».

Onorevole, la sua proposta sottende a una critica nei confronti della giunta regionale.

«Non c’è dubbio, perché tutto parte dalla gestione della vicenda da parte della Regione, vicenda in cui è entrato addirittura il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con tutto il suo carico di autorevolezza. Sono basito dal comportamento irresponsabile e irragionevole che fotografa una situazione regionale pessima che gli abruzzesi tutti percepiscono. Abbiamo un governatore, Luciano D’Alfonso, che al di là di promesse dispensate a destra e a manca non produce nulla. La macchina regionale è immobilizzata. Viviamo in un film surreale in cui D’Alfonso viaggia per conto suo e il governo regionale fa quel che può per difendere il territorio».

Può essere più chiaro?

«Gli ultimi eventi l’hanno dimostrato in maniera palese. D’Alfonso sta cercando di trasmettere come sempre un progetto e una visione che in realtà non esistono e incespica contro ogni pietra che incontra per strada. Vuol fare il visionario e non riesce a governare il quotidiano. L’unica cosa realizzata è stata la fusione dei trasporti, in cui è stato portato il grande capitale di Sangritana a sanare i debiti contratti dall’Arpa. Fusione che non ci fa risparmiare e non migliora il servizio. Vicenda nella quale, peraltro, si sono registrate assunzioni familistiche e si sono dispensate prebende e favori a tutti gli attori in campo, compresi gli ex incaricati del centrodestra. Insomma, un grande bluff».

Non sarà tutto sbagliato quello che fa la giunta?

«Vogliamo parlare dei punti nascita, a partire da Sulmona, e della Sinfonica? E poi c’è la rappresentazione data ieri (mercoledì ndr) di una Regione che sembra diventata un piccolo Comune in cui, invece di una maggioranza politica si è in balìa di singoli consiglieri. Al cospetto di D’Alfonso, Gianni Chiodi era uno statista. E poi la legge sul riordino delle Province, che tiene appesi dipendenti e Comuni, non è stata approvata, sono fermi i fondi strutturali, non sono partiti i bandi del Fesr e rischiamo di perdere soldi; la programmazione dei fondi è in ritardo e la macchina è bloccata. Il governatore vive una condizione psicologica tutta sua, continua a fare il giullare in giro e invece l’Abruzzo ha bisogno di risposte».

Non le sembra di essere troppo duro?

«Le faccio un altro esempio: la cosa più pirandelliana che ho visto è stata quando ha portato il primo ministro albanese a confrontarsi con gli imprenditori abruzzesi per una delocalizzazione in Albania. Ma si può? Invece di pensare a far arrivare investimenti in Abuzzo favorisce l’Albania? E poi, scusate, se il Pd, con Cialente in testa, chiede di tornare al voto dopo solo un anno, qualcosa vorrà pur dire! Ma vorrei precisare una cosa cui tengo. Io stesso, in passato, ho avuto qualche contrasto con gli aquilani, ma ora si sta esagerando. L’Aquila è completamente trascurata e D’Alfonso si muove come se fosse il sindaco aggiunto di Pescara. La provincia e soprattutto L’Aquila si aspettavano da lui un’attenzione particolare. Sulla ricostruzione cosa ha fatto? È completamente assente».

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