Piccone: «Casciani faccia un passo indietro»

Crisi politica, l’ex braccio destro chiede le dimissioni da vicesindaco e un nuovo congresso nel Pd
SULMONA. Il suo ex braccio destro invita Franco Casciani a fare un passo indietro per un cambio di rotta politico e amministrativo di Sulmona. Sono ore sempre più intense a Sulmona in vista dell’imminente rimpasto di giunta annunciato da palazzo San Francesco.
Sul tavolo del sindaco, Gianfranco Di Piero, ci sono diverse beghe interne alla maggioranza da risolvere e nodi da sciogliere per poter guardare al futuro con più certezza. Uno degli ostacoli da sormontare è proprio legato alla figura del vicesindaco con delega ai Lavori pubblici Casciani, tirato in ballo più volte. Il gruppo “Sulmona libera e forte” ha chiesto la sua uscita di scena, lui ha rimesso tutto nelle mani del Partito democratico, di cui è anche segretario di circolo. Carlo Piccone, suo ex vice, gli ha chiesto di farsi da parte evitando di ribadire “che va tutto bene”. «Continuare a puntare i piedi», ha detto Piccone, «evidenzia una mancanza di senso di responsabilità verso la città e il partito. Forse non è chiaro che se questa amministrazione dovesse cadere dopo solo un anno e mezzo dalle elezioni si consegnerebbe il Municipio probabilmente in mano a un centrodestra che sempre più si sta spostando verso la destra meloniana. E il Pd prenderebbe una botta da cui difficilmente si potrebbe riprendere da qui ai prossimi 10 anni e il tutto con una prospettiva vicina come le regionali». Secondo l’ex braccio destro di Casciani «continuare a ripetere che va tutto bene e che le colpe sono solo degli altri è irreale e fa il palo con un modo di fare dettato dalla presunzione. Direi che è anche l’ora di smetterla con le balle che la scelta come assessore e vicesindaco sia stata voluta dalla comunità del partito, perché sappiamo benissimo che è stata una scelta di pochi, conosciuta dai segretari provinciali e regionali che incomprensibilmente l’hanno avallata rendendo così il circolo suddito dell’area politica marsicana». Per Piccone, come ex vice di ben tre diversi segretari e da iscritto, «un segretario che ha causato una frattura così grave nel partito dovrebbe essere dimesso, l’amor proprio vorrebbe un gesto personale, l’indizione di un nuovo congresso dopo un periodo di commissariamento, aperto anche ai nuovi tesserati come atteggiamento di vera apertura e senza censure verso chi ha fatto la storia di questo partito». (e.b.)
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