Pietrucci: «E ora vinciamo tutti insieme» De Santis: voto di sinistra spostato al centro

A mezzanotte meno dieci nel quartier generale delle primarie Pd all’hotel Castello – uno dei due seggi del centro storico insieme alla sede dell’Ance – i due sfidanti Pierpaolo Pietrucci e Americo Di...
A mezzanotte meno dieci nel quartier generale delle primarie Pd all’hotel Castello – uno dei due seggi del centro storico insieme alla sede dell’Ance – i due sfidanti Pierpaolo Pietrucci e Americo Di Benedetto depongono le armi e stringono le mani a mo’ di vittoria, tra la folla festante. Adesso comincia la battaglia vera, quella per le amministrative di giugno, e si deve fare squadra, unire le forze. I due sfidanti del Pd alle primarie si sono affacciati al seggio trasformato in festa. Evidentemente per gli aquilani il mio ruolo è in consiglio regionale», così commenta il risultato delle primarie del Pd Pietrucci. «Non si può non sottolineare la grande affluenza e questo significa che sono state primarie vere che hanno appassionato gli elettori del centrosinistra, e non solo. Faccio i miei complimenti ad Americo, ora tutti insieme dobbiamo vincere la battaglia definitiva alle elezioni dell’11 giugno. Ringrazio le oltre 4.500 persone che hanno creduto nella mia proposta, segno che le due visioni che io e Americo abbiamo rappresentato possono vincere le elezioni di giugno solo se unite. Io come sempre assicuro il mio contributo per il bene dell’Aquila». Mancava invece Lelio De Santis (nella foto), con i suoi quasi 700 voti raccolti «grazie a un’imponente mobilitazione popolare». De Santis difende la «libertà dell’elettorato che ha votato per lui, al di là dei gruppi d’interesse – imprenditori, organizzazioni di categoria e altro – che si sono posizionati sui big, sponsorizzandoli». De Santis parla di una «polarizzazione fra i due candidati che ha un po’ soffocato la possibilità di fare emergere una diversa visione». Visione che ha comunque raggiunto il 7% dei voti «partendo da zero e nel giro di una sola settimana». Per De Santis il risultato delle primarie segna «la fine di un’epoca, un voto che sposta l’orientamento politico verso l’area moderata centrale». Marianna Gianforte

