Pint of science, la città ha sete di conoscenza

Successo dell’iniziativa di carattere divulgativo: studiosi e ricercatori al tavolo del pub parlano di 5G, bufale e prevenzione
L’AQUILA. «Sei mesi fa ci siamo seduti in tre intorno a un tavolo e ci siamo chiesti: Lo facciamo? Si lo facciamo! È stato un successo oltre qualsiasi aspettativa: 27 eventi sold out per tre giorni». Massimo Prosperococco, referente per la comunicazione del progetto, non può che essere entusiasta per la riuscita della tre giorni di “Pint of science”, lo strano festival che ha portato studiosi e ricercatori nei pub del centro storico. «Tanti volontari», prosegue Prosperococco, «tante domande dal pubblico, abbiamo raccontato una città che ha sete: oltre che di birra, ha sete di conoscenza. Abbiamo raccontato una nuova città che guarda al futuro». Dalle sei città del primo appuntamento italiano nel 2015, alle venti di quest’anno nella Penisola, il format internazionale ne ha fatta di strada. E L’Aquila ha saputo dare un’ottima risposta nell’edizione “pilota”. Dai castelli del circondario aquilano alle onde gravitazionali, dalle nuove tecnologie del 5G alle bufale scientifiche e alle strategie di convivenza con l’orso bruno, passando per la prevenzione del rischio sismico, i social media e il cohousing. Settantadue ore scandite tra appuntamenti di approfondimento scientifico che hanno visto anche il coinvolgimento di un buon gruppo di artisti per performance tra il pubblico. Parliamo di Barbara Bologna, voce narrante di prosa e poesia sugli appennini, dei Solisti Aquilani, del fotografo Roberto Grillo, di Luca Serani e Giuseppe Tomei di Spazio Rimediato e del gruppo musicale “Bussola rotta a Sud Est”. Un’atmosfera del tutto informale, dunque, all’interno dei tre locali coinvolti: Home Sweet Home, Fratelli Il Bacaro e Caffè Garibaldi. A contribuire all’atmosfera distesa proprio la birra, grazie a una serie di selezioni artigianali. Tra l’altro, L’Aquila ha avuto un ospite di eccezione per questa tre giorni. Si tratta di Neil Reid, conosciuto come “The Beer Professor”, per aver visitato oltre 150 birrifici artigianali in tutto il mondo, cercando le ragioni del successo planetario della bevanda al luppolo. Un successo “grassroots”, che parte dal basso, quello delle birre artigianali. «Negli Usa contiamo oltre 6mila aziende di produzione», spiega il professor Reid. «Il fenomeno si è diffuso a grande scala negli anni Settanta dove si è passati, in maniera massiccia, dalle produzioni individuali, tra scantinati, piccoli stabilimenti improvvisati ovunque e locali pubblici riciclati ad hoc, a vere e proprie attività aziendali che ora occupano il 13% del mercato del luppolo».
INCONTRO LETTERARIO. Sabato, l’attrice-scrittrice Claudia Conte sarà in città per una giornata tutta aquilana. Al mattino, alle 11, incontrerà gli studenti dell’Istituto di istruzione superiore “Leonardo da Vinci”. Nel pomeriggio, alle 18,30, sarà nella libreria Maccarrone (Piazzale Trony) per presentare il suo ultimo romanzo “Il Vino e le rose” (Armando Curcio editore). L’autrice sarà affiancata da Stefano Carnicelli (moderatore), Andrea Petricca (esecutore brani musicali) e, ancora, la giornalista Barbara Bologna come voce narrante. Giovanissima, la Conte ha già collezionato numerose apparizioni televisive.
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