Piogge sul Fucino, la stangata: raddoppiano i prezzi delle patate

31 Agosto 2023

Ma la Regione rassicura sugli aiuti agli agricoltori: «Chiesto lo stato di calamità, i fondi arriveranno» Polemiche del Pd. Fina: «Nessun ristoro, accanimento sulla Marsica». Pietrucci: «Totale disattenzione» 

CELANO. È un altro degli effetti negativi delle forti piogge che si sono abbattute sul Fucino tra le fine di maggio e l’inizio di giugno. E stavolta il danno non è soltanto per gli agricoltori, bensì anche per i consumatori. In virtù del crollo della produzione di oltre il 30 per cento, i costi dei prodotti sono raddoppiati: un esempio è il prezzo delle patate, schizzato dai 23 centesimi al chilo nel mese di luglio ai 55 centesimi di oggi all’ingrosso. Più del doppio. Una stangata, se si considera anche che i prezzi al banco sono arrivati a quasi due euro al chilo. Tutti i prezzi gli ortaggi sono lievitati negli ultimi tre mesi: nel mese di giugno, le carote hanno toccato un euro e trenta centesimi al chilo all’ingrosso mentre oggi sono scese a 85 centesimi, vendute al banco a quasi un euro e cinquanta al chilo. I finocchi invece a giugno hanno raggiunto il record di tre euro al chilo all’ingrosso, mentre oggi oscillano a un euro e sessanta all’ingrosso, venduti al banco a circa due euro e cinquanta centesimi. Quello dei prezzi più alti per i consumatori rappresenta un’altra delle cause partorite dalle alluvioni della scorsa primavera, che ha provocato una perdita aggregata di circa 50 milioni di euro e un crollo della produzione di oltre il 30 per cento. Una situazione che, a detta degli agricoltori e delle associazioni di categoria, avrebbe dovuto portare Regione e governo a stanziare fondi in sostegno all’intero comparto. Ma così non è stato perché i sussidi arriveranno per le province di Pescara, Teramo e Chieti, ma non all’Aquila. Anche se il governatore Marco Marsilio e l’assessore all’Agricoltura Emanuele Imprudente puntualizzano: «La dichiarazione dello stato di emergenza da parte del governo nazionale per le province di Teramo, Chieti e Pescara, è relativa ai danni, segnalati dai Comuni alla Protezione civile regionale, generati dal dissesto idrogeologico e non a quelli causati dal maltempo al settore agricolo. Sui quali, soprattutto per quanto riguarda il Fucino, siamo concentrati con atti e azioni concrete, non ultima la richiesta di calamità naturale».
Ma la notizia dei mancati aiuti al Fucino ha scatenato il Partito democratico. Ma per Marsilio e Imprudente si tratta di «polemiche strumentali» in quanto «per i danni riportati dal comparto agricolo è stata presentata dalla Regione Abruzzo una richiesta di stato di calamità al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida».
Il senatore Michele Fina (Pd) ha parlato di «accanimento» della Regione nei confronti della Marsica. Il consigliere regionale dem, Pierpaolo Pietrucci aveva parlato invece di «sintomo evidente della totale disattenzione del governo al nostro territorio e alle richieste avanzate da sindacati, associazioni di categoria ed enti locali».
Era stato invece Ermanno Natalini, segretario del Pd di Celano, a evidenziare l’assenza di fondi per il Comune di Celano, colpito da una forte grandinata lo scorso 2 giugno.
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