Pioggia e tante lacrime per l’addio a Giulia
Folla ai funerali della studentessa morta a 17 anni. Il dolore di familiari e compagni di scuola
SULMONA. Una leggera pioggia si è mescolata alle lacrime sui volti dei tantissimi che hanno preso parte alla cerimonia per l’ultimo saluto a Giulia Fontana, la studentessa di Sulmona, stroncata da una malattia a soli 17 anni. Ad attendere l’arrivo del feretro, davanti la chiesa di Cristo Re, c’erano molti giovani, insegnanti e conoscenti. Tutti coperti dagli ombrelli, cappelli e cappucci sulla testa che hanno lasciato spazio a preghiere e segni della croce quando il feretro è arrivato davanti al sagrato. Poi il breve tragitto per entrare nella chiesa arricchito dal picchetto d’onore che i colleghi della polizia penitenziaria di papa Marco, hanno fatto per render omaggio alla giovane studentessa che frequentava il Tecnico commerciale De Nino. Dietro al feretro la madre Angela, la sorella Silvia e i familiari. A loro si è rivolto padre Waldemar Niedziolka durante l’omelia. «Come voi mi sono chiesto il perché», ha esordito il sacerdote, nell’affollata e silenziosa chiesa, «una ragazza che amava la vita, piena di gioia, circondata dall’amore dei suoi cari e dall’amicizia dei suoi coetanei, ha interrotto così presto la sua vita terrena. Oggi, presentiamo Giulia al Cielo per una nuova vita, avremmo voluto tenerla con noi ancora ma il male terribile e oscuro l’ha portata via. Giulia, il suo sorriso continuerà a vivere in tutti quelli che l’hanno conosciuta e amata». Parole in grado d'indicare la strada della speranza per reggere il dolore in cui è caduta l'intera comunità. La stessa che nei giorni della malattia ha pregato e sperato in un intervento in grado di far guarire Giulia e farla tornare tra i banchi di scuola. Così, però, non è stato e vani sono andati anche i tentativi dei medici del Policlinico San Matteo di Pavia che hanno tentato il tutto per tutto pur di salvarla. A fine funzione religiosa il parroco ha chiamato i giovani e compagni di scuola di Giulia stingersi vicino la bara bianca. Qui un’amica di Giulia ha letto un messaggio ricordando il sorriso, l’ironia, la voglia di vivere e i viaggi che avrebbero dovuto fare. Poi tra commozione e singhiozzi i ragazzi si sono disposti in due file per precedere il feretro della loro coetanea Giulia. Fuori dalla chiesa aveva smesso di piovere. Il corteo funebre si è poi diretto nel cimitero.
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