Piscina chiusa, sit-in per chiedere la soluzione

Società sportive, atleti e utenti alla mobilitazione organizzata dalla Cgil «Il Comune dia una data certa per la riapertura». I club: «Noi penalizzati»
L’AQUILA. La neve non ha fermato la mobilitazione promossa dalla Cgil, che ha visto la partecipazione di lavoratori, atleti e associazioni sportive, per richiamare l’attenzione sulla chiusura della piscina di Santa Barbara riproponendo la questione del lavoro e dei servizi sportivi e aggregativi nella città.
«È necessario comprendere», spiegano i sindacalisti Francesco Marrelli ed Anthony Pasqualone, «le tempistiche per la riapertura, al fine di tutelare i livelli occupazionali e per riconsegnare alle associazioni sportive, agli atleti e alla cittadinanza un luogo deputato allo sport e all’aggregazione sociale. Per far ciò è necessario istituire immediatamente un tavolo di coordinamento e di programmazione da parte dell’amministrazione comunale, convocando l’Asl, la Cgil e i rappresentanti delle società sportive. Un confronto che sarà utile anche a conoscere le eventuali responsabilità che hanno portato alla chiusura dopo l’incidente avvenuto il 10 ottobre con lo sversamento del cloro, e soprattutto per comprendere lo stato dell’arte e il contenuto dei documenti prodotti dalla cooperativa Verdeaqua Smile in qualità di gestore per oltre 30 anni dell’impianto sportivo. È necessario capire inoltre, in relazione alle prescrizioni dell’Asl, quali interventi servono per riaprire l’impianto e qual è il loro costo effettivo, rendendo celeri le relative tempistiche. È ora quindi di fare chiarezza sui tempi e i modi di riapertura di una struttura che da sempre ha rappresentato un luogo di socializzazione. È ora di difendere il lavoro di chi negli anni ha garantito la continuità delle attività nonostante le mille difficoltà riscontrate anche a seguito di ritardi nei pagamenti degli stipendi. Il complesso di Santa Barbara è per sua natura, e per i servizi che offre alla collettività, tra i primi in regione, infatti circa 4.000 utenti la frequentano regolarmente, fruendo dei vari servizi e delle varie discipline sportive che il complesso offre. Riteniamo pertanto necessario un atto di responsabilità, per garantire la continuità lavorativa dei dipendenti e dei collaboratori sportivi, e che preveda la celere ripresa della funzionalità dell’impianto e di tutti i servizi».
A sostegno della protesta, tra gli altri, sono intervenute alcune società sportive. «La 99 Sport L'Aquila vuole nuotare. Togliere ai nostri ragazzi lo spazio per nuotare è come dire all’Aquila non puoi più volare. Sono più di due mesi che girovaghiamo per tutte le piscine della provincia e svolgiamo allenamenti in orari e strutture non idonee per l’attività agonistica dei nostri atleti; una situazione non è più sostenibile». Una delegazione dell’associazione sportiva Atlantide scuola sommozzatori ha presenziato al sit-in ribadendo «la necessità di riaprire il centro sportivo».

