Piscina, revocata la gestione a Verdeaqua

Il Tar ha accolto il ricorso di due associazioni. I giudici: «Ci vuole una gara per l’affidamento»
L’AQUILA. Il Tar, con sentenza di merito, ha accolto il ricorso contro il provvedimento del consiglio comunale che aveva assegnato, in proroga, la gestione della struttura sportiva di Santa Barbara affidata, ormai da tanti anni, a Verdeaqua.
Si tratta del complesso sportivo con piscina, che ne è il fiore all’occhiello, palestre e campi di calcetto. Il ricorso era stato presentato dall’associazione sportiva 99 Sport L’Aquila e dallo Junior Tennis con l’intervento del Comitato 99. Ora ci dovrà essere una nuova gara per affidare il complesso che da decenni è punto di riferimento per la pratica di molte discipline.
«L’affidamento del complesso di Santa Barbara», dicono i giudici, «in favore di Verdeaqua era scaduto nel 2012 e, quindi, ben prima del 2016, anno in cui la delibera gravata che ha disposto il rinnovo e la proroga. Più che di una proroga, sembra trattarsi di un nuovo affidamento in cui ancor di più dovrebbe trovare applicazione il principio della gara pubblica».
«Il rapporto concessorio relativo alla gestione del complesso sportivo», si legge ancora nella motivazione, «è rimasto disciplinato dalla convenzione del 2002 che fissava la durata dell’affidamento fino al 2012 e non era mai stata modificata e nemmeno integrata. Sotto il profilo della durata e della relativa proroga, insomma, la delibera consiliare del 2012 non ha trovato attuazione. Al momento dell’adozione della delibera gravata, pertanto, l’affidamento della gestione del complesso era scaduto. La proroga, o il rinnovo, di questi affidamenti, è stata disposta solo con la delibera del 2016, oggi gravata, che per le suddette ragioni è illegittima non essendo stata preceduta dal previo espletamento della gara».
I ricorrenti avevano avuto ragione anche nei precedenti giudizi nonostante le perplessità dei resistenti e dello stesso Comune dell’Aquila.
La sentenza, comunque ricorribile al Consiglio di Stato, è stata pronunciata dal collegio formato dal presidente del Tar, Antonio Amicuzzi, e dai colleghi Paola Anna Gemma Di Cesare e Lucia Gizzi.
Le parti ricorrenti sono state rappresentate dagli avvocati Maria Teresa Di Rocco, Silvia Catalucci, Marta Di Massimo, Luca Bruno, Lanfranco Massimi. I resistenti sono stati rappresentati dagli avvocati Francesco Camerini e Anna Rossi. Anche il Comune si era costituito.(g.g.)
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