Pista ciclabile, De Angelis: «Non si torna indietro»

Donatelli (Confcommercio) si schiera contro e attacca l’assessore Presutti «Altri dovrebbero andare via, noi saremo qui anche quando non ci saranno più»
AVEZZANO. Dialogo tra sordi sulla pista ciclabile in centro città, dove il clima si fa sempre più bollente, mentre l’inizio dei lavori è dietro l’angolo: lunedì, a meno di sorprese, allo stato improbabili, apre il cantiere per realizzare il progetto entro la fine di agosto.
Il sindaco Gabriele De Angelis ha detto a chiare note che indietro non si torna: «Il futuro di Avezzano è di città-giardino con pista ciclabile che collegherà piazze e parchi».
Strada avversata dai commercianti del centro, con il sostegno di Confcommercio. Il tira e molla è finito in scontro, con escalation scatenata da un post dell’assessore all’Ambiente bollato dal Comitato centro città come a dir poco irrispettoso per la categoria.
«Capisco il risentimento personale di qualcuno», afferma Crescenzo Presutti, «ma in una città di 104 km quadrati pensiamo sia giusto ricavare uno spazio di 1 km per la mobilità sostenibile. Il nostro obiettivo è una città green. Strada già percorsa da tante amministrazioni in Italia, dove hanno scommesso sulla qualità della vita. Il problema non sono le bici, ma del sistema, che è cambiato, e non ce ne siamo neanche accorti».
L'assessore pensa ai centri commerciali, al dilagare degli acquisti on line: «Sono queste le minacce», aggiunge. «Per contrastare il trend la strada maestra è la città sostenibile dove le persone vivono piazze, giardini e spazi comuni». Poi l'assessore torna sul post “incriminato”, per ribadire che «non ce l’ho con nessuno. Però spesso le mie motivazioni vengono travisate estrapolando una frase dal contesto generale».
Sul fronte opposto, Confcommercio accende i riflettori sul post dell’assessore, dove, nella parte finale, invitava i contestatori ad andare a vivere altrove. «Rivolgere a un’intera categoria economica l’ingiusta accusa di essere poco incline ai cambiamenti è paradossale», attacca il presidente Roberto Donatelli, «se non altro perché la prima attitudine degli imprenditori del terziario è di adeguarsi prontamente ai cambiamenti, pena l’esclusione dal mercato. Sulle presunte cattive abitudini da cambiare dei commercianti, ci auguriamo che proprio l’assessore abbandoni la vera cattiva abitudine di sottrarsi alla cultura del confronto, da sempre praticata da Confcommercio in tutte le città d’Italia, dove il confronto è giustamente considerato un valore civico. Un presupposto per una crescita sociale condivisa con tutte le parti prima di adottare scelte e non dopo aver appaltato i lavori».
Sul cambiare città, invece, Donatelli, ribalta l’invito verso l’assessore: «Non abbiamo alcuna intenzione di andare a vivere altrove e riteniamo di essere cittadini e imprenditori educati e rispettosi di chi ci rispetta, al punto da dire che forse qualcun altro potrebbe essere incoraggiato ad andarsene. Noi eravamo qui quando siete arrivati e saremo sempre qui quando ve ne sarete andati».
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