«Pista ciclabile deserta con il maltempo»

Il Comitato commercianti torna alla carica dopo l’annullamento del dibattito pro-mobilità sostenibile
AVEZZANO. Prove d’inverno sulla pista ciclabile e polemiche dopo la cancellazione della tavola rotonda sulla mobilità alternativa, in piazza Risorgimento, «per due gocce d’acqua», come sottolinea il presidente del Comitato commercianti del centro città, Gianni Napoleone. «Degli amministratori pro mobilità sostenibile e soprattutto di tutti gli amanti della bicicletta non c’era nemmeno l’ombra», afferma Napoleone, «ma non dovevano essere i cittadini di Avezzano, città dove fa freddo 10 mesi l’anno e gli altri due piove, ad abituarsi ad andare in bici anche con il maltempo e la pioggia come nelle più evolute e importanti città del Nord? Comunque quando fa freddo spariscono tutti: rimane soltanto il deserto dentro la pedonalizzazione, e il traffico caotico nelle aree circostanti, mentre le pedonalizzazioni e le ciclabili rimangono sempre lì immobili, con le loro negatività».
L’accenno di pioggia, quindi, secondo Napoleone, dovrebbe far riflettere il sindaco, Gabriele De Angelis, e la squadra di governo.
«Speriamo che quel primo accenno di inverno», aggiunge il presidente del comitato commercianti, «faccia riflettere un po’ gli amministratori. I fatti restano sotto gli occhi di tutti e, anche se è stata come sempre un’estate piovosa, non si può negare che nei pochissimi giorni di bel tempo, l’utilizzo di questo budello è riservato soltanto a pochissime persone, per non discutere poi sui tanti particolari di questa realizzazione: il cordolo della pista è troppo alto e per nulla visibile, i pedoni distratti che invadono il tracciato, i tanti automobilisti, altrettanto sbadati che rimangono incastrati sui cordoli decine e decine di volte al giorno compresa ambulanza, come testimoniano le telecamere di un’attività del centro, centinaia di attraversamenti particolarmente pericolosi. Ma di fondo resta il fatto che in città, in determinate ore, il traffico è paralizzato e chi vive in zona è costretto a respirare gas di scarico delle vetture che per percorrere pochi metri impiegano più tempo. Sono gli ingorghi e le file, causati da pedonalizzazione e mancanza di posti auto che costringono gli automobilisti a percorrere più strada per trovare parcheggio, che inquinano, al contrario di ciò che pensa qualche assessore». (m.s.)
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