Piste da sci e altri lavori Il no degli ambientalisti

CASTEL DI SANGRO. Cinque associazioni ambientaliste contrarie ai lavori di innevamento artificiale nel bacino sciistico dell’Aremogna. In un documento a firma congiunta da parte di Wwf, Mountain...
CASTEL DI SANGRO. Cinque associazioni ambientaliste contrarie ai lavori di innevamento artificiale nel bacino sciistico dell’Aremogna.
In un documento a firma congiunta da parte di Wwf, Mountain Wilderness, Pro Natura, Lipu, Salviamo l’Orso, viene sollecitato un più proficuo impiego dei fondi pubblici a tutela degli interessi della collettività.
Due gli interventi contestati: il collegamento funiviario tra Castel di Sangro e Roccaraso e la realizzazione di un grande bacino per l’'innevamento artificiale. In merito al primo le associazioni affermano: «Fortunatamente la giunta regionale ha rimodulato questo incredibile sperpero di fondi pubblici, ma il pericolo non è ancora sventato. Il progetto, se realizzato, comporterebbe la distruzione di territori inclusi nel Patom formalmente approvato dalla Regione Abruzzo».
Forti perplessità vengono manifestate anche per l ’utilizzo degli 8 miloni assegnati al comprensorio in occasione dei Mondiali di sci 2012. «Negli anni passati» evidenziano le associazioni «tra Roccaraso e l’Aremogna è stato realizzato un grande complesso di impianti sciistici che hanno già inferto gravi ferite all’integrità del territorio e per la cui sopravvivenza, a causa degli incombenti cambiamenti climatici e alla cronica mancanza di neve sciabile è prevista a breve la realizzazione di un grande bacino per innevamento artificiale. Un ulteriore attacco all’ambiente finanziato con 8 milioni quando non si trovano denari per scuola e sanità pubblica».
Secondo le associazioni, i fondi pubblici andrebbero utilizzati in altro modo: riqualificazione della rete stradale di montagna, restauro funzionale dei rifugi di media e alta montagna, la realizzazione di sistemi di depurazione delle acque reflue dei rifugi, degli alberghi, delle case sparse e dei borghi di montagna con le tecnologie dolci.
Gli ambientalisti dicono «non a nuove speculazioni».
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