Pistola puntata contro un bimbo, arrestati

8 Giugno 2021

Dopo la condanna definitiva, in carcere due fratelli accusati di rapine in sala giochi e tabaccheria

AVEZZANO. Finiscono in manette i rapinatori accusati di aver puntato la pistola contro un bambino di dieci anni. I fratelli avezzanesi Pasquale e Nazzareno Di Silvio, di 30 e 29 anni, dovranno scontare in carcere una pena residua rispettivamente di 4 anni e 11 mesi e di 1 anno e 6 mesi per rapina. Emesse dalla procura generale della Corte d’Appello dell’Aquila in esecuzione di condanne definitive, le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite dagli agenti del commissariato di Avezzano. I due fratelli, appartenenti alla locale comunità rom, sono ritenuti colpevoli di due rapine, consumate qualche anno fa ad Avezzano, ai danni del bar sala slot “Flat River” in via delle Olimpiadi e della tabaccheria “L’angolo di via America”. Nello stesso periodo in città venne messo a segno un colpo anche alla farmacia comunale di via De Cervantes.
L’episodio criminale ai danni della tabaccheria Fasciani risale al dicembre del 2016 quando quattro uomini armati fecero irruzione nella rivendita di via America puntando la pistola alle tempia di un bambino di 10 anni, figlio di una delle titolari, davanti agli occhi terrorizzati della nonna che aveva tentato di difendere il nipote. Proprio per questo particolare il caso suscitò molto clamore. Secondo gli inquirenti i fratelli Di Silvio non si fecero scrupoli nel puntare l’arma contro il piccolo, utilizzandolo come ostaggio per farsi consegnare il denaro. Insieme agli arrestati finirono sotto accusa anche Mario Morelli e Santo Felughi, soprannominato “il siciliano”, entrambi condannati con un rito diverso per lo stesso episodio. Come ricostruito dagli investigatori nei giorni precedenti alle rapine alla sala giochi e alla tabaccheria, Pasquale e Nazzareno Di Silvio avevano effettuato dei “sopralluoghi” all’interno degli esercizi commerciali insieme ad altre tre persone: “il siciliano” e due appartenenti allo stesso gruppo rom, tutti già noti alle forze dell’ordine.
Il gruppo criminale era stato individuato grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti negli esercizi commerciali e nelle zone limitrofe. Successive intercettazioni e perquisizioni avevano permesso agli investigatori di raccogliere a carico del gruppo criminale prove e indizi ritenuti schiaccianti al punto da consentire alla Procura di chiedere ed ottenere dal gip del tribunale di Avezzano le misure cautelari e di reggere poi le accuse in tutte le fasi dibattimentali fino alla condanna definitiva. In primo grado i due fratelli erano stati condannati a 9 anni e sei mesi e 8 anni e sei mesi. Pena quasi dimezzata in appello quando i giudici, concesse le attenuanti generiche, avevano sostituito a entrambi gli imputati la misura cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari, predisponendo l’applicazione del braccialetto elettronico di controllo. Gli arrestati sconteranno il periodo di detenzione nel carcere di Frosinone. (f.d.m.)
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