Pitoni: il Comune ricordi l’artista Ercole

Lo storico chiede l’intitolazione di una piazza della città al pittore e caricaturista scomparso un anno fa
AVEZZANO. Una strada o una piazza della città venga dedicata all’artista Marcello Ercole. A un anno dalla scomparsa del pittore internazionale, lo storico avezzanese Giovanbattista Pitoni lancia un appello all’amministrazione affinché venga commemorare una figura così importante per Avezzano e per la Marsica. «Da qualche anno le varie amministrazioni che si sono succedute alla guida della città hanno intitolato strade e piazze a concittadini che si sono distinti in vari campi: una lodevole iniziativa che andrebbe portata avanti oggi e negli anni a venire», ha commentato Pitoni. «Rivolgiamo ora un appello al sindaco affinché a Marcello Ercole venga tributato un giusto riconoscimento e un segno tangibile necessario per ricordare ai posteri l’artista che, affermatosi in Italia e all’estero, è motivo di vanto per la nostra città».
L’artista Ercole mosse i primi passi nella Marsica, poi visse esperienze a Parigi e Berna, infine soggiornò a Roma frequentando gli studi dove operavano pittori e scultori in voga negli anni ’50. Nel 19’59 allestì la prima personale nella capitale e poi organizzò mostre a Verona, Napoli, Caracas, Salerno, Pescara e Pescocostanzo. Nel 21979 conobbe monsignor Giovanni Fallani, presidente della Commissione pontificia d’arte sacra, che gli commissionò lavori a tema religioso, tra cui le pale per la chiesa di Santa Marcella a Roma. Partecipò a mostre di gruppo a New York, Mosca, Leningrado, Toronto, Montreal, Kofu e Jamanaki (Giappone). Realizzò un ciclo di vetrate ispirate alla vita di Santa Chiara nel monastero della Santissima Annunziata di Terni.
«Agli inizi degli anni Cinquanta iniziò la sua attività di caricaturista e nessun esponente locale della politica, dello sport, della cultura e della pubblica amministrazione si affermerà se non “benedetto” dalla benefica matita del valentissimo artista», ha concluso lo storico Pitoni. «Ercole, per bravura, estro e perseveranza, fu punto di riferimento indiscusso dell’umorismo avezzanese, marsicano ed abruzzese. Affabile, sorridente, ricco di esperienza, riservato, mai saccente, sempre pronto ad incontrarsi e dialogare con tutti. Un anno fa ci ha lasciato dopo aver appena superato il difficile scoglio della pandemia». (e.b.)
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