Pizzoli, sui fondi per il terremoto l’opposizione accusa

12 Febbraio 2016

PIZZOLI. Il gruppo di opposizione nel consiglio comunale di Pizzoli “Insieme per Pizzoli” ha diffuso ai cittadini del Comune la seguente nota di cui riportiamo ampi stralci: «Nei mesi scorsi siete...

PIZZOLI. Il gruppo di opposizione nel consiglio comunale di Pizzoli “Insieme per Pizzoli” ha diffuso ai cittadini del Comune la seguente nota di cui riportiamo ampi stralci: «Nei mesi scorsi siete stati più volte “tirati per la giacchetta” da chi vi ha parlato di problemi nel bilancio, di disavanzo, della necessità di mettere mano al portafogli, della responsabilità sempre appartenente ad “altri”. Ebbene noi come voi volevamo capire come stessero realmente le cose e perché. Vi presentiamo dunque i risultati delle nostre ricerche. A seguito del sisma del 6 aprile 2009, i Comuni del cratere sono stati destinatari di risorse finanziarie finalizzate alle diverse esigenze post-sisma, tra cui il finanziamento per la ricostruzione privata degli edifici danneggiati. Nel 2011 sono stati trasferiti 790.000 euro per la ricostruzione privata. Questi soldi, dunque sarebbero dovuti essere utilizzati solo ed esclusivamente per ripristinare le abitazioni danneggiate dal sisma. L’allora responsabile dell’ufficio ricostruzione nonché assessore delegato e oggi sindaco (Giovannino Anastasio), che seguiva i procedimenti e la rendicontazione delle spese della ricostruzione, non ha provveduto a impegnare o vincolare le somme ricevute. Tale vincolo non fu posto nemmeno dagli uffici e dal revisore tanto che finirono come un avanzo di amministrazione nel rendiconto di gestione che fu votato da tutti i consiglieri, dal sindaco Angela D’Andrea e dalla giunta dell’epoca, molti di questi siedono oggi nei banchi di giunta e consiglio. La conseguenza di aver tolto erroneamente il vincolo ai 790.000 euro è stata quella che tra il 2012 e il 2015 ne sono stati spesi, per l’esercizio delle funzioni amministrative, circa il 40% cioè 320.000 euro. Abbiamo tentato di capire come fossero stati utilizzati tali fondi, ma possiamo solo dirvi che forse sono stati utilizzati diversamente rispetto alla loro destinazione. Fatto sta che il 31 dicembre 2015 l’attuale giunta delibera un piano di rientro nell’arco di 3 anni. In che modo? Con un ulteriore aumento della pressione fiscale che si aggiunge all’ingente aumento già operato in autunno da questa amministrazione? O con il blocco della realizzazione delle opere pubbliche per i prossimi anni? In entrambi i casi a pagare saranno i cittadini».