Più di 60 auto d’epoca e cento partecipanti per la coppa Gran Sasso

Le vie del centro protagoniste della rievocazione della gara del 1929 Tappe anche a Barisciano, Santo Stefano di Sessanio e Monte Cristo
L’AQUILA. «È stato un successo», commenta Gianfiore Serone dell’associazione “Ruote d’epoca aquilane”, dopo aver visto sfrecciare tra le vie della città preziose auto d’epoca durante la sesta edizione della Coppa del Gran Sasso d’Italia - Memorial Gildo De Rubeis. Giunta alla sua sesta edizione, la manifestazione è stata indetta dall’associazione con il patrocinio dell’Automobile club d’Italia, e dal 2020 è dedicata a Gildo De Rubeis, storico presidente di “Ruote d’epoca aquilane”, scomparso nello stesso anno. Era stato proprio De Rubeis a ideare l’evento, con l’obiettivo di rievocare la prima edizione della Coppa del Gran Sasso d’Italia, organizzata dall’Automibile club dell’Aquila il 14 settembre del 1929. Quest’anno il boom di partecipazioni ha visto scintillanti motori antichi radunarsi nel capoluogo da tutto il centro Italia, con oltre cento partecipanti ripartiti in 61 equipaggi. Domenica il tour conclusivo ha visto la brigata d’epoca partire in mattinata dalla piazza dell’Auditorium del Castello, alla volta di Barisciano, dove sono stati accolti dalla cittadinanza e dal sindaco Fabrizio D’Alessandro, per poi proseguire verso il Gran Sasso, via Santo Stefano di Sessanio e Monte Cristo. Nel pomeriggio, dopo il pranzo a Fonte Cerreto, gli equipaggi hanno raggiunto Fonte Vetica, e dopo una breve sosta nel piazzale dedicato a Marco Simoncelli (il campione di MotoGp scomparso nel 2011), hanno fatto ritorno alla base, in piazza dell’Auditorium del Castello. «Non potremmo essere più soddisfatti di così», dice Serone, «è stato un bellissimo momento di aggregazione e rievocazione storica. Siamo grati a Gildo De Rubeis per averlo ideato». La Coppa del Gran Sasso d’Italia ha come principale obiettivo quello di unire non solo gli appassionati dei motori d’epoca, ma anche di coinvolgere la popolazione dell’Aquila e dei territori. «Il saluto del sindaco di Barisciano e dei suoi cittadini è stata una tappa fondamentale per noi, testimonianza del fatto», conclude Serone, «che l’evento è aperto a tutti, anche a chi di solito non si interessa di auto d’epoca».
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