Più vicino l’acquisto della fabbrica

21 Dicembre 2016

Ieri il sopralluogo di un imprenditore disposto a rilevare lo stabilimento

AVEZZANO. C’è una luce oltre il tunnel che da mesi stanno attraversando i lavoratori della Vesuvius. Quella luce è rappresentata da un nuovo investitore pronto ad acquistare lo stabilimento del nucleo industriale e ad assicurare un futuro agli 83 operai messi alla porta dalla multinazionale londinese.

Finora si era parlato solo di possibili acquirenti, ieri invece la cosa si è concretizzata e ha riacceso la speranza tra i lavoratori della fabbrica. Nella mattinata, infatti, un investitore ha visitato lo stabilimento della città. La società, italiana, opera da anni nel settore dei materiali refrattari e vorrebbe ampliare i suoi orizzonti aprendo una nuova sede proprio ad Avezzano. Il sopralluogo di ieri è stato preceduto da un dialogo costante che la società per azioni ha avviato con il ministero del Lavoro e con la Regione Abruzzo.

I termini ancora non sono chiari e neppure i tempi. La visita è stata molto veloce e mirata esclusivamente a capire in che stato versa la struttura. I delegati dell’azienda che potrebbe rilevare lo stabilimento, dopo aver fatto un giro nei capannoni dove si trovano i macchinari utilizzati per realizzare le piastre per gli altiforni, e negli uffici della palazzina adiacente hanno lasciato la fabbrica.

Ora bisognerà iniziare la seconda fase della trattativa che includerà anche la Regione, quale dovrà fare da tramite, insieme al ministero del Lavoro, con la Vesuvius per poter concludere l’operazione commerciale. La multinazionale inizialmente aveva annunciato che non avrebbe venduto la fabbrica per evitare che potessero arrivare sul territorio dei competitor. La Regione e i delegati del Ministero hanno poi avviato un lungo dialogo con i rappresentanti italiani della multinazionale per arrivare a una soluzione. La Vesuvius ha quindi deciso di cedere la struttura del nucleo industriale ponendo ugualmente delle clausole come quella della produzione. La multinazionale, infatti, lascerà i siti di Avezzano e Macchiareddu ma non i suoi clienti italiani tra i quali c’è anche l'Ilva di Taranto. (e.b.)

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