Placido indossa la divisa del tenente dimenticato

21 Marzo 2015

L’attore interpreterà il personaggio nato dalla penna di Cantoresi Lo spettacolo andrà in scena il 3 maggio al Teatro dei Marsi

AVEZZANO. Michele Placido darà il volto al protagonista del romanzo “Il tenente dimenticato”, cui si ispira il concerto-spettacolo “Dèjà Vu”che verrà rappresentato il 3 maggio alle 18 al Teatro dei Marsi ad Avezzano.

«Per realizzare il concerto spettacolo siamo partiti dal chiederci che senso abbia oggi ricordare il terremoto della Marsica del 1915», ha dichiarato Emilia Di Pasquale, presidente dell’associazione Arteficio e direttore artistico dello spettacolo, referente per l’acquisto dei biglietti (info 338.7370796). «La risposta che abbiamo trovato è una ricostruzione della vicenda, in termini teatrali, volta a enfatizzare la forza degli uomini marsicani che, dopo il terremoto, hanno ricostruito l’intera città. Si tratta di un messaggio di fiducia nel futuro e metaforicamente un inno alla rinascita dopo ogni tipo di terremoto che può irrompere improvvisamente nella vita di ciascuno di noi, come la perdita dei valori fondamentali, del lavoro o di una persona cara». Protagonista della scena sarà il tenente Filippo che, anziano, rievoca il vissuto di un uomo marsicano del ‘900, la cui vita è caratterizzata da particolari avvenimenti: la morte del giovane amico durante il periodo dell’infanzia, l’innamoramento nella gioventù e il funesto terremoto del ’15. Durante il terribile evento, la moglie Zenaide, rimasta sola a Celano, invia al marito un’emozionante lettera in cui lo rassicura, dicendogli che la loro casa era salda come il loro amore. La parte finale vede un distacco dalla reale storia del tenente, in quanto l’attenzione si focalizza sulla commemorazione del centenario. Coinvolti nello spettacolo 80 professionisti tra attori e musicisti provenienti da tutte le province abruzzesi, guidati dalla regia di Zenone Benedetto. Presenti l’orchestra sinfonica abruzzese con il maestro Marco Moresco, il soprano Ilaria Micarelli, le voci bianche di Teramo e le comparse della compagnia teatrale Pro missioni di Luco dei Marsi.

“Il tenente dimenticato” è il titolo del romanzo di Mario Cantoresi, di Celano, che sta riscuotendo molto successo. Infatti l’autore questi giorni è ospite dell’ambasciata italiana a Budapest, in occasione di una cerimonia in memoria del tenente, nel cimitero dove è sepolto.

Cosa l’ha spinta ad approfondire le ricerche sul soldato celanese “Filippo Cavasinni”?

«Per pura casualità. Nel 2005 stavo facendo una visita al cimitero di Budapest e ho visto la tomba di questo soldato, il cui cognome mi suonava familiare. Per questo sono andato all’anagrafe ed ho visto che il tenente che cercavo era Filippo Neri Adriano, cittadino celanese nato il 27 dicembre del 1888, disperso durante la Prima guerra mondiale».

Quanto c’è di marsicano nel tenente?

«Il tenente è nato a Celano, ma è un fatto incidentale. La cosa importante è che si tratta di un soldato italiano che a 26 anni, dopo la laurea, è andato in guerra. Infatti, in quel periodo venivano scelti come ufficiali i ragazzi che avevano studiato e che potevano fare da raccordo tra coloro che non erano mai usciti dalla propria terra e non parlavano italiano. Filippo ha resistito per trenta mesi in uno dei fronti più duri, quello di Caporetto, fino a quando gli scoppiò una granata che gli fece perdere una gamba. Per fortuna fu preso dagli ungheresi che, curandolo, cercarono di salvarlo, ma non ci riuscirono perché all’epoca l’amputazione di una gamba era una condanna a morte. Sopravvisse quattro mesi, durante i quali conobbe un’infermiera ungherese che ha dato la possibilità di ritrovarlo, in quanto lo fece seppellire con nome e cognome a differenza di molti altri militi ignoti».

Ha trovato altri soldati marsicani ?

«Ne ho trovati altri 45, sparsi in Europa. Per curiosità ho condotto varie ricerche e ho scoperto che a Celano il parco della rimembranza dietro castello fu istituito nel 1927 per ricordare i caduti della Guerra e a ogni albero fu attribuito il nome di un soldato. I caduti in guerra risultavano essere 119, ma io ne ho ritrovati 162 solo per Celano».

Elisa Pierleoni

Alessia Bianchi

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