Pnrr, già assegnata la metà delle risorse per aree sisma

12 Aprile 2022

Studio di Osservatorio Abruzzo: stanziati 814 milioni su 1,78 miliardi in 4 regioni

L’AQUILA. Il 45,7% delle risorse destinate alle aree terremotate del fondo complementare Pnrr è già stato assegnato. Grazie a uno studio dell’Osservatorio Abruzzo – progetto di Fondazione Openpolis, Etipublica, Fondazione Hubruzzo, Gran Sasso Science Institute e StartingUp – è possibile verificare la distribuzione territoriale dei fondi stanziati nelle zone colpite dai sismi del 2009 e del 2016-17 per un importo complessivo pari a circa 814 milioni di euro su 1,78 miliardi.
la classifica
A livello di regioni, il territorio che riceverà più fondi sarà quello delle Marche, con circa 332 milioni, seguito dall’Abruzzo (308). A livello provinciale, invece, L’Aquila rappresenta la provincia che riceverà la porzione più consistente di fondi. Da sola attrae circa 241 milioni. Seguono la provincia di Macerata (197 milioni circa) e Rieti (95). Circa 577 milioni degli 814 già «territorializzati» (il 70,8%) sarà gestito direttamente dal commissario straordinario del governo per la ricostruzione dopo il sisma 2016-2017, Giovanni Legnini. A livello singolo, il Comune che riceverà più fondi sarà quello dell’Aquila con circa 111 milioni. Al secondo posto si trova, invece, il Comune di Montereale (28,75 milioni), nell’Alta Valle dell’Aterno, mentre al terzo quello di Teramo (13,05 milioni di euro).
le aree terremotate
La misura dedicata alle aree terremotate ha una struttura particolare. Si tratta dell'unico caso tra gli investimenti di Pnrr e fondo complementare che prevede una suddivisione su 3 livelli. La «misura madre», infatti, si articola in due sottomisure: «Città e paesi sicuri, sostenibili e connessi» (dal valore complessivo di 1,08 miliardi) e «Rilancio economico e sociale» (700 milioni). Lo studio definisce ulteriori dettagli sulla ricostruzione. Per quanto riguarda il terremoto 2009, secondo il portale Open data ricostruzione, dopo 13 anni sarebbe completato il 72% dei lavori nel Comune dell’Aquila e negli altri 56 centri del cratere sismico. Al 5 aprile del 2022, inoltre, erano 10,8 i miliardi di euro finanziati.
tredici anni dopo
All’indomani del tredicesimo anniversario del terremoto del 2009, Osservatorio Abruzzo ha voluto approfondire le misure contenute nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e dedicate alle aree colpite dai terremoti degli ultimi anni. A partire dall’analisi delle caratteristiche orografiche, demografiche e socio-economiche dei territori e delle comunità che le abitano. È quasi superfluo sottolineare, infatti, come i terremoti che si sono susseguiti in Abruzzo negli ultimi 13 anni abbiano profondamente lacerato le comunità locali, oltre ad aver causato centinaia di morti soprattutto in occasione delle scosse del 6 aprile 2009, del 24 agosto 2016 e del 18 gennaio 2017. Oggi sono oltre 230mila gli abruzzesi che vivono in comuni classificati come zona sismica 1, quella in cui la probabilità che capiti un forte terremoto è considerata più elevata, circa il 18% dei residenti della regione. Una quota molto più alta rispetto alla media nazionale, che si attesta al 5% circa. La quota di residenti in zona 1 è preponderante nei comuni della provincia dell’Aquila. Oltre il 60% di chi vive nel territorio aquilano risiede in un comune classificato in zona 1. Seguono le province di Chieti (9%) e Pescara (7,4%). Tra le province abruzzesi, quella dell’Aquila è stata la più colpita dal terremoto del 6 aprile 2009, ma – dal punto di vista dei danni materiali – anche dallo sciame sismico che ha attraversato l’Appennino centrale tra l’estate del 2016 e l’inverno del 2017. I luoghi terremotati sono ricadenti nelle aree interne e montane dell’Appennino centrale, già alle prese con lo spopolamento e i disagi derivanti dalle distanze dai servizi e dalle infrastrutture principali.
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