«Poca fratellanza nella Chiesa»

29 Agosto 2018

Nell’omelia il porporato non risparmia una severa autocritica 

L’AQUILA. «Penso che la Perdonanza qui all’Aquila e la misericordia di Dio su tutti noi, uomini e donne, in tutto il mondo ci chiamano, in questo nostro tempo, a ricomporre le ferite di una mancanza di vera fratellanza, incluso dentro molti ambienti della Chiesa». Così il cardinale Joao Braz de Aviz, invitato dal cardinale Petrocchi ad aprire la Porta santa, nell’omelia pronunciata nella basilica di Collemaggio, nel corso della messa seguita al Corteo della Bolla e all'apertura della Porta Santa. Il cardinale è amico dell'arcivescovo dell'Aquila, Giuseppe Petrocchi, fresco di nomina cardinalizia. «La costruzione dell'uomo e della donna interiori è un processo adesso più che mai necessario», ha proseguito Joao Braz de Aviz, «San Pietro Celestino ci assicura con la sua testimonianza che questo non è un sogno impossibile, ma una meta da essere raggiunta con un nuovo sguardo ai fratelli e sorelle che camminano nella vita accanto a noi, e con scelte concrete a livello personale e della comunità. Care sorelle e cari fratelli, quest'anno, per la prima volta, ho la gioia di partecipare con voi della Perdonanza Celestiniana, con cui siete stati aggraziati da più di 700 anni per bontà di Dio nostro Padre e del Santo eremita Papa Celestino V, la cui lunga vita di santità e il cui brevissimo pontificato vi ha lasciato in eredità uno dei più grandi doni spirituali: un segno tangibile della grandezza della misericordia di Dio». «Saluto con affetto il cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila e mio caro amico dai tempi degli studi teologici come seminarista a Roma», ha concluso de Aviz.