Poche aule alla Di Genova Niente iscrizioni in prima

29 Gennaio 2024

L’allarme lanciato dalla Cgil che parla di rischio chiusura per la scuola primaria Del Biondo: «Fatto gravissimo, la città non può perdere una realtà eccellente»

L’AQUILA. Mancano gli spazi e le aule, così la scuola primaria Gianni Di Genova rischia la chiusura. L’allarme arriva da Miriam Anna Del Biondo, della Cgil, dopo che alcuni genitori si sono visti respingere in questi giorni la richiesta di iscrizione dei propri figli alle classi prime del prossimo anno scolastico, destinate quindi a non riformarsi.
«Cosa che decreta così la fine di una scuola primaria che ha una lunga storia e che, purtroppo, subisce l’incapacità di mettere in campo strategie per risolvere i problemi della città e delle sue scuole. Perché», spiega Del Biondo, «se la ragione è l’oggettiva mancanza di spazi per accogliere le due classi prime che si formerebbero, è pur vero che la situazione poteva essere risolta in modo non traumatico. Magari attraverso una concertazione tra la scuola e il Comune dell’Aquila che, ormai da anni, dimostra di non avere intenzione di ricostruire le scuole o di adeguare, anche relativamente alla sicurezza e all’idoneità didattica degli spazi, gli edifici preesistenti». Cosicché, secondo la segretaria della Flc-Cgil, «la dirigente scolastica, che pure aveva valutato lo spostamento delle classi quinte nell’edificio della Dante Alighieri, non trova altra soluzione percorribile se non quella di invalidare le domande presentate dai genitori, che si trovano, quindi, in condizione di dover fare una scelta diversa. Ora, qualunque soluzione si dovesse trovare, resta il fatto che non bisognava arrivare a questo punto e che era necessario agire per tempo. Soprattutto resta la grave responsabilità dell’ente locale di non favorire ricostruzione, ampliamento e adeguamento di spazi esistenti, in modo e misura tali da tener conto della città trasformata dal sisma e sulla quale, anche questa volta, pesa la mancanza di una progettualità diffusa, partecipata e inclusiva».
La Flc-Cgil chiede quindi che «si trovi una soluzione che allontani la possibilità della chiusura della scuola primaria Gianni Di Genova, nata come scuola di quartiere negli anni settanta e che si è poi distinta per la ricca e prestigiosa offerta formativa, capace di realizzare un processo di inclusione virtuoso tra bambini e bambine provenienti da realtà socio economiche molto differenti. La mancata ricostruzione di scuole in centro», conclude Del Biondo, «ha favorito l’affollamento di quelle periferiche che, come in questo caso, rischiano di soccombere, nonostante le classi abbiano uno sviluppo prevedibile. Crediamo, però, che questa città non possa permettersi la perdita di una realtà scolastica eccellente».
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