Poesie e aneddoti per dare l’addio al regista Porretta

12 Aprile 2015

AVEZZANO. Gilberto Porretta, giornalista, scrittore, cinefotorepoter, ma soprattutto un uomo come pochi. È stato ricordato ieri mattina al castello Orsini nel corso di una cerimonia con rito civile....

AVEZZANO. Gilberto Porretta, giornalista, scrittore, cinefotorepoter, ma soprattutto un uomo come pochi. È stato ricordato ieri mattina al castello Orsini nel corso di una cerimonia con rito civile. Lascia un vuoto in tutte quelle persone con cui aveva avuto a che fare, che della sua filosofia di vita e del suo animo buono e sincero si erano innamorate. Ricordare Gilberto Porretta durante una cerimonia di un’ora è sicuramente un’impresa ardua, ma ci hanno provato i suoi amici d’infanzia, i colleghi del mondo del giornalismo, ci hanno provato i figli Rolando e Luigi che con la voce rotta dal pianto hanno aperto la carrellata di interventi, tutti commoventi e tutti così intensi da far capire che la persona di cui si parlava volava più alto degli altri. L’amico Giovanni Santucci ha letto una poesia, l’avvocato Giampiero Nicoli, che lo aveva conosciuto negli ultimi 10 anni, ha descritto l’uomo e non solo il professionista che era. E tutti hanno fatto riferimento al suo libro, “Le parole del coraggio”, un vero manuale di vita, saturo di parole cariche di significato, di filosofia e allo stesso tempo di vita vissuta. Il collega e amico di vecchia data, Stefano Pallotta, presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, con tre aneddoti diversi ha descritto tre aspetti della sua poliedrica personalità: la forza, l’intelligenza e il coraggio e non solo quello che aveva dimostrato in centinaia di occasione nel corso della sua vita, in centinaia di situazioni in montagna, ma soprattutto nell’ultimissima fase della sua vita, in un letto di ospedale. Tanti interventi, anche contrastanti, ma tutti capaci di descrivere un uomo senza compromessi. “I Flauti di Toscanini” hanno accompagnato i pensieri su Gilberto Porretta, che tutti ricordano dietro alla sua telecamera, dove era stato per tutta la vita, a filmare le bellezze del nostro territorio, con animo libero e senza compromessi. (p.g.)

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