Polemica sui fondi per l’ospedale Verì: mai sottratti, ecco la verità

24 Febbraio 2022

La consigliera Scoccia accusa la Regione di aver dirottato 30 milioni dalla Valle Peligna alla Marsica L’assessore replica: «Quel precedente accordo non aveva valore». E il sindaco chiede un incontro 

SULMONA. I fondi destinati ai nuovi ospedali accendono lo scontro in Regione Abruzzo. A muovere accuse è la consigliera Marianna Scoccia. Ma l’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, le smonta a stretto giro.
Secondo il primo cittadino di Prezza «la giunta regionale ha tolto 30 milioni destinati al presidio ospedaliero a Sulmona trasferendoli magicamente al quello di Avezzano beffando i tanti che nelle varie campagne elettorali si sono spesi in improvvide promesse. Queste somme», aggiunge Scoccia, «sarebbero servite all’adeguamento impiantistico e funzionale dell’ala nuova dell’attuale presidio, la demolizione dell’ala vecchia dell’attuale presidio e la realizzazione della pista di atterraggio dell’elisoccorso e sistemazioni esterne. Ancora una volta sono costretta a evidenziare come l’amministrazione regionale consideri di seconda fascia i cittadini peligni tanto da sottrarre risorse ormai stanziate da anni per spostarle in territori considerati, da loro, elettoralmente più appetibili. Mi auguro che tutte le forze politiche locali si compattino a difesa degli interessi della Valle Peligna, in particolar modo invito il sindaco di Sulmona a essere promotore di un’azione congiunta di tutto il territorio», conclude la consigliera regionale.
Nelle scorse settimane a palazzo Silone è stata indetta una conferenza stampa per annunciare un investimento di circa 320 milioni di euro, con fondi pubblici, per la costruzione dei nuovi ospedali di Avezzano, Lanciano, Vasto e per la realizzazione della nuova centrale operativa del 118 all’Aquila. «Non c’è stata alcuna sottrazione di fondi destinati all’ospedale di Sulmona, semplicemente perché l’accordo di programma proposto al Ministero dalla precedente giunta regionale nel 2018, non è mai assentito in sede ministeriale e quindi quella programmazione non ha alcun valore», replica l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, «i 30 milioni di euro che figuravano nella delibera del mio predecessore per il nosocomio peligno erano di fatto solo sulla carta e sarebbero serviti (per 20 milioni) a riscattare il project financing in corso per il nuovo ospedale. Le risorse rimanenti (circa 10 milioni) erano destinate invece al ripristino e alla messa in sicurezza del vecchio stabile, attualmente adibito ad attività che non prevedono il ricovero dei pazienti. Attualmente il canone di leasing del presidio viene finanziato dalla Asl con fondi propri, come avviene da qualche anno a questa parte. Per quanto riguarda invece gli interventi residuali saranno finanziati con parte della quota Pnrr. L’interesse dell’amministrazione pubblica non è quello di approvare atti che attribuiscono ipotetici vantaggi a territori, frammentando l’offerta del finanziamento pubblico e rendendolo quindi inutile. Noi abbiamo invertito questa tendenza, assumendoci la responsabilità di fare scelte precise, in base a priorità non dettate dalla propaganda, ma dalla reale urgenza di intervento su strutture obsolete e non più adeguate alla presa in carico dei pazienti».
Chiamato in causa, il sindaco di Sulmona Gianfranco Di Piero ha invitato la Regione a riconsiderare la scelta e a un incontro chiarificatore. «Purtroppo non ci si può esimere dal prendere atto che la nuova proposta di fatto cancella, dirottandole altrove, le risorse finanziaria destinate all’ospedale di Sulmona», scrive il primo cittadino, «La scelta operata dalla giunta regionale, qualora non sopravvenissero interventi correttivi, comprometterebbe seriamente la corretta funzionalità del presidio ospedaliero di Sulmona», ricordano come «la realizzazione del secondo lotto per l’adeguamento impiantistico dell’Ala Bolino è stata avviata nelle more dell’accordo di programma».
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