Polfer, altri no alla chiusura del presidio

1 Marzo 2017

Il caso affrontato in Comune alla conferenza dei capigruppo. Nardella (Uil): «Sì al potenziamento»

SULMONA. I rappresentanti politici fanno quadrato attorno alla Polfer. La conferenza dei capigruppo consiliari, che si è tenuta lunedì sera al Comune di Sulmona, è stata estesa anche alle senatrici Paola Pelino e Stefania Pezzopane e all’assessore regionale alle Aree interne Andrea Gerosolimo. Assente per impegni istituzionali il sottosegretario Federica Chiavaroli, che era stata invitata.

Si persegue il doppio binario della proroga di almeno un anno alla chiusura annunciata e del potenziamento del personale, ora ridotto a soli due agenti (rispetto ai cinque precedenti). «Bisogna lavorare al potenziamento della Polfer», interviene il presidente del consiglio comunale Katia Di Marzio, «e alla proroga di almeno un anno. Lavoreremo per questo e abbiamo deciso di rivederci a metà marzo per rifare il punto della situazione e investire i nostri rappresentanti a tutti i livelli». È stata, dunque, appoggiata la proposta della Pelino, lanciata nel corso dell’ultimo sit in alla stazione ferroviaria, del 18 febbraio scorso. I sindacati sono pronti a dar battaglia a suon di numeri e risultati del presidio, che fino a cinque anni fa aveva 5 agenti, poi ridotti a due. Dal 2010 sono state 4.208 le persone identificate tra cui molti detenuti con permessi speciali, 72 le autovetture controllate; 279 scorte ai treni viaggiatori; 92 contravvenzioni al codice della strada; 70 delitti in ambito ferroviario e 7 fuori dalla stazione; 8 arresti; 17 denunce. Numeri che dimostrano l’importanza del secondo scalo ferroviario in Abruzzo, sede di un deposito di rame e dell’unica sala operativa regionale, con 65 treni in transito giornaliero, 200 dipendenti e più di 400 posti auto.

Anche la Uil-Pa ha risposto all’appello lanciato dal Coisp. «Siamo convinti», afferma il segretario Mauro Nardella, «dell’utilità non solo di mantenere aperto l’ufficio alla stazione, ma di potenziarlo, proprio in virtù della presenza di un istituto di pena dove sono custoditi, in carenza di organico di polizia penitenziaria, pericolosissimi esponenti di mafia, camorra, ’ndrangheta e sacra corona unita. Chiuderla sarebbe non solo inspiegabile, ma estremamente deleterio. La presenza della polizia e dei carabinieri è propedeutica al mantenimento della sicurezza nel servizio di trasporto dei detenuti». (f.p.)

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