Poligono di San Vittorino No degli ambientalisti

L’AQUILA. Era stata una delle ultime battaglie del compianto Giovanni Cialone. Ma la protesta contro la realizzazione di un poligono di tiro a ridosso dell’Anfiteatro romano di Amiternum e davanti al...
L’AQUILA. Era stata una delle ultime battaglie del compianto Giovanni Cialone. Ma la protesta contro la realizzazione di un poligono di tiro a ridosso dell’Anfiteatro romano di Amiternum e davanti al centro abitato di San Vittorino continua. Il poligono – va detto – ha già l’autorizzazione del Comune di Pizzoli, del Comune dell’Aquila, della Regione e il parere favorevole della Soprintendenza. Il Comitato per la tutela di San Vittorino, nato qualche mese fa, annuncia nuove iniziative, a parte quella legale per il riconoscimento dell’area interessata come uso civico di San Vittorino (frazione dell’Aquila) e non del Comune di Pizzoli. In una nota il Comitato afferma: «Il fatto di avere le autorizzazioni potrebbe significare che è tutto in regola, ma noi pensiamo di no per due motivi: il primo è che la cava si trova proprio dietro l’Anfiteatro Romano e davanti al centro abitato di San Vittorino, il secondo è che il poligono è stato realizzato su un territorio che è uso civico. Partiamo dal primo punto», prosegue il Comitato. «In un poligono di tiro a segno naturalmente si spara e in questo caso il rumore dei colpi si sente nitidamente sia all’Anfiteatro Romano – dove quindi diventa difficile per i turisti e le turiste visitare il sito – sia a San Vittorino, i cui abitanti devono ormai da più di un anno convivere con gli spari che sono molesti, costanti, ripetitivi e improvvisi. In questo periodo in cui, a causa del Covid, le manifestazioni previste non sono state realizzate e l’ingresso è limitato, i rumori sono comunque molto fastidiosi. Quando invece la cava è frequentata da molte persone, la situazione è invivibile. Il secondo punto: San Mauro, e quindi la cava, essendo un uso civico, deve avere la destinazione agro-silvo-pastorale e non è possibile cambiare tale destinazione se non per un’attività rivolta al bene collettivo. Il poligono di tiro a segno non rientra tra le attività di bene collettivo. Il Comune di Pizzoli, il Comune dell’Aquila, la Regione Abruzzo, la Soprintendenza in questa operazione hanno dimostrato di essere rimasti un po’ indietro negli anni, dimenticando che su un’area di uso civico è da un po’ che la legge ha istituito il vincolo ambientale perpetuo, oltre alla definizione che le terre civiche devono avere come destinazione l’utilizzo agro-silvo-pastorale. All’obiezione che si tratta di ex cava di pietra che aveva già perso la sua connotazione boschiva, rispondiamo che rimane sulla stessa il vincolo ambientale. Come Comitato chiediamo che vengano rispettati i diritti del territorio e di chi vi abita: il diritto alla bellezza, alla tranquillità. Pensiamo che tutti possano sbagliare, che quando il progetto è stato avviato non ci si sia resi conto delle conseguenze sulle persone, turisti e territorio. Ora che tali conseguenze negative sono evidenti, perseverare in questo progetto diventa ingiusto». (g.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

