Poligono di tiro a San Vittorino: chiesto l’intervento del prefetto

L’associazione che lotta per la chiusura della struttura sollecita un intervento sul Comune di Pizzoli L’avvocato Corti: «Illegittimità edilizie segnalate in una perizia della Procura: mai avuto riscontri»
PIZZOLI. Finisce sul tavolo del prefetto Cinzia Torraco la vicenda relativa alla realizzazione del poligono di tiro di San Vittorino. L’Associazione per la Tutela di San Vittorino Amiterno, che da anni si batte per la chiusura della struttura privata (che tra le altre cose – a causa degli spari – arrecherebbe disturbo a numerose famiglie della zona) attraverso l’avvocato Fausto Corti ha chiesto alla rappresentante del governo di intervenire sull’amministrazione comunale di Pizzoli che finora si sarebbe rifiutata di fare una verifica, attraverso un sopralluogo, per accertare quelle che, secondo il Comitato, sarebbero delle illegittimità accertate in una perizia della Procura nell’ambito di un’indagine penale ancora aperta: a settembre, davanti al gip, si deciderà se sarà archiviata o meno. L’avvocato Corti, insieme a un gruppo di cittadini di San Vittorino, ha tenuto una conferenza stampa nello “Spazio Praxis” all’Aquila. Il poligono di tiro si trova a Colle San Mauro, nei pressi di San Vittorino, frazione dell’Aquila, ma in territorio di Pizzoli. L’avvocato Corti ha parlato di «illegittimità edilizie del poligono realizzato dall’Associazione Amiternum Academy su terreno concesso dal Comune di Pizzoli» segnalate in una perizia della Procura «che erano già state poste all’attenzione del Comune di Pizzoli non ottenendo nessun riscontro». Il legale ha poi detto che «le illegittimità vanno dal fatto che il terreno è a destinazione agricola su cui, quindi, non poteva essere costruito un poligono, fino alla violazione dell’autorizzazione paesaggistica e alla violazione delle norme del Genio Civile perché gli uffici del poligono sono stati costruiti senza ottenere la preventiva autorizzazione del Genio Civile». Pochi giorni fa il sindaco di Pizzoli, a fronte di una nuova sollecitazione da parte del Comitato, avrebbe risposto di non essere tenuto ad agire, e cioè a verificare, con i suoi uffici, le illegittimità segnalate e assumere provvedimenti. «Ci siamo dunque trovati di fronte all’incredibile risposta che loro non faranno nulla», ha detto il legale, «perché per loro è tutto a posto nonostante le circostanze oggettive che gli abbiamo sottoposto. Ora, visto che l’attività di repressione degli abusi edilizi costituisce attività doverosa a cui nessun funzionario può sottrarsi, trattandosi di un obbligo di legge, per noi questa risposta del sindaco di Pizzoli è grave e per questo motivo abbiamo deciso di segnalare la vicenda al prefetto dell’Aquila affinché verifichi i provvedimenti da assumere per ricondurre l’azione del Comune di Pizzoli nel solco della legalità, e nel rispetto delle regole dell’ordinamento repubblicano». Quella del poligono è una vicenda che era finita all’attenzione prima del Tar (che aveva dato ragione al Comitato) e poi al Consiglio di Stato che ribaltò la sentenza perché secondo i giudici di secondo grado Comitato non rappresenterebbe gli “interessi collettivi”. (g.p.)
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