Politi: siamo al lavoro per avere tra i soci Fondazione Carispaq

13 Giugno 2018

Stop ai contributi e niente sede, l’appello del preside: «Gli enti ci stiano vicini nonostante l’uscita formale dal Cda»

SULMONA. «La speranza è che gli enti ci restino vicini nonostante la loro fuoriuscita formale dal consiglio di amministrazione». L’auspicio è del professor Fabrizio Politi, preside del Consorzio per il polo universitario sulmonese, alla luce dell’uscita dall’assemblea dei soci del Comune di Sulmona, in applicazione del decreto Madia, che vieta la partecipazione degli enti pubblici nelle società partecipate. «Noi stiamo facendo il possibile», aggiunge Politi, «certo è che se l’interesse degli enti non dovesse esserci tutto perderebbe di senso. Si sta lavorando per far entrare nell’assemblea dei soci la Fondazione Carispaq e al cambio di statuto, poiché col passaggio da Srl a fondazione di diritto privato le cose per noi e per chi volesse sostenerci potrebbero essere più semplici». La fuoriuscita dei soci pubblici comporta anche il venir meno dei contributi legati a quegli enti, anche se in alcuni casi, come per la Regione, questi non venivano erogati dal 2004.
Il Consorzio universitario era nato con 160 mila euro di contributi (90 mila dal Comune, 50 mila dalla Provincia e 10 mila da una banca). Già nel 2015 la Regione aveva deliberato la fuoriuscita dall’università. La delibera della giunta regionale del 31 marzo di tre anni fa preparava l’uscita dalle società partecipate e il potenziamento delle controllate. È finito nel calderone delle prime anche il Consorzio universitario sulmonese, di cui la Regione deteneva il 61,18% delle quote societarie per un capitale di 100 mila euro versato nel 2004. Il resto era nelle mani della Provincia (12,48%), del Comune e della Comunità montana Peligna. All’uscita dei soci pubblici si aggiunge l’emergenza sede. Era il 2009 quando l’università trovò casa nella ex caserma Pace, dopo essere stata nella sede di via Angeloni. Ora a distanza di nove anni, il Demanio si è ripreso il piano terra della struttura, che dovrà ospitare l’Agenzia delle entrate. Prima di farlo, però, saranno necessari dei lavori, per questo già da ieri il preside Politi ha dovuto riconsegnare le chiavi e prendere in fitto due stanze alla Comunità montana peligna per le attività di segreteria connesse ai master.
«Non pensavamo che il Demanio ci desse così poco tempo», aggiunge Politi, «ora speriamo che il Comune, vista la grande disponibilità dimostrata dall’assessore Stefano Mariani, ci dia una mano in questo senso per dare una maggiore stabilità all’università».
L’UniSulmona, nel corso degli anni, con la progressiva perdita dei corsi di Economia e Economia del turismo, si è specializzata nell’alta formazione post universitaria, attivando una serie di master che continuano a registrare il tutto esaurito. Tra questi c’è quello di II livello in management sanitario.
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