«Politica e burocrazia ostacoli all’impresa»

20 Marzo 2018

FAGNANO ALTO. Nella chiesa di San Sebastiano a Corbellino, Fagnano Alto, si è svolta una tavola rotonda sull’argomento “Fare Impresa nei piccoli comuni montani, esperienze a confronto”. Questo...

FAGNANO ALTO. Nella chiesa di San Sebastiano a Corbellino, Fagnano Alto, si è svolta una tavola rotonda sull’argomento “Fare Impresa nei piccoli comuni montani, esperienze a confronto”.
Questo incontro è la prima iniziativa di una serie di manifestazioni che si terranno nei prossimi mesi nei territori dell’Aquilano e fa parte di un progetto denominato “Paesaggi lenti”, pensato dalle amministrazioni comunali di Acciano, Fagnano Alto, Fontecchio, Poggio Picenze, San Demetrio ne’ Vestini, Tione degli Abruzzi e Villa Sant’Angelo e organizzato dalle Cooperative Sherpa e Ilex, allo scopo di far conoscere e valorizzare il territorio, le tradizioni, le eccellenze e i prodotti tipici.
Al tavolo erano presenti i sindaci di Fagnano e San Demetrio, come rappresentanti del territorio dell’Area omogenea 8, e gli imprenditori della Valle Subequana.
I sindaci hanno introdotto il dibattito sottolineando la necessità di muovere il mondo imprenditoriale in modo sinergico e con una mentalità di territorio che superi ogni residuo campanilismo ancora esistente e che segui un modello di sviluppo condiviso, oltre alla necessità di aumentare i servizi e le infrastrutture di collegamento con i bacini di riferimento che nell’immediato sono Roma e Pescara.
Al dibattito sono intervenuti, tra gli altri, gli imprenditori Manuela Cozzi, Nicola Ursini, Domenico Cerasoli, Mariaelena Napodano, Gianluca Furore, Alessio Di Giulio, Igor Antonelli, Saskia, Letizia Cucchiella, che hanno raccontato la loro esperienza evidenziando comuni problemi e soluzioni.
I problemi sono rappresentati «da un’eccessiva burocrazia, che spesso non dà risposte e indirizzi alle nuove forme imprenditoriali; i servizi che sono scadenti e non a misura di territorio; dalla politica che risponde “fuori tema” distribuendo risorse dove non servono; dalla mancanza di collaborazione tra imprenditori, ognuno chiuso a coltivare il proprio orticello; dalla ricostruzione, che non tiene conto di chi sul territorio opera e lavora; dal Parco che non funziona. Emerge sempre la stessa necessità: quella di fare rete, di comunicare, di collaborare, di creare un’offerta articolata, di promuoversi all’esterno».