Polizia locale, Mercurio vuole andarsene

24 Novembre 2021

Il comandante ha chiesto il trasferimento a Scafa. La sua nomina aveva scatenato aspre polemiche

SULMONA. Il comandante Leonardo Mercurio ha chiesto di essere trasferito al Comune di Scafa. La richiesta è stata inoltrata lunedì mattina dal comandante della polizia locale di Sulmona al sindaco Gianfranco Di Piero. In caso di accettazione della richiesta, il comandante della Municipale del capoluogo peligno, si trasferirà nel Comune di Scafa per i prossimi tre anni, lasciando vacante il posto nel corpo di polizia di Sulmona. Il maggiore aveva ottenuto il comando con decreto del sindaco, Annamaria Casini, prorogato lo scorso 20 aprile. Sulla vicenda si sono susseguiti negli ultimi mesi ordini del giorno e interrogazioni in consiglio comunale da parte della minoranza, in particolare dell’ex consigliere comunale Mauro Tirabassi (Fratelli d'Italia), secondo il quale sia la promozione che la proroga dell’incarico di Mercurio andavano a scontrarsi con la normativa regionale che regola il settore del corpo di polizia municipale. Sulla vicenda era stato presentato anche un ricorso al Tar, ritenuto inammissibile per difetto di giurisdizione. Una “vertenza”, quella della polizia locale, che ha tenuto banco nell’ultimo periodo, con il coinvolgimento del sindacato di categoria e con numerosi agenti municipali che hanno chiesto e ottenuto, almeno una parte di loro, di essere trasferiti in altro ufficio per incompatibilità ambientale. Alcuni agenti erano stati raggiunti anche da sanzioni disciplinari, disposte dal comandante, ritenute dai destinatari «ingiuste e pretestuose». Tanto da chiedere il trasferimento in altri uffici del Comune facendo intervenire i sindacati di categorie. «Durante la riunione gli operatori di polizia hanno ribadito con forza le cause che hanno determinato l’incompatibilità ambientale confermando la volontà di mettere a disposizione le professionalità acquisite negli anni in altri uffici dell’Ente», avevano all’epoca sottolineato Cgil, Cisl, Uil, Csa, sostenendo «l’infondatezza delle sanzioni. Mentre l’illogicità di quanto comminato», avevano proseguito i sindacalisti, «si ricava immediatamente dalla circostanza che nessuno dei colleghi che prima del 2019 aveva presentato domanda di mobilità interna era stato oggetto di procedimento disciplinare, nonostante l’inoltro delle istanze fosse avvenuto con le medesime modalità e formalità». Una situazione incandescente, culminata ora con la richiesta di trasferimento presentata da Mercurio. (c.l.)
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