Poliziotti, 8mila pagine di accuse La denuncia partita dai colleghi

11 Giugno 2023

Il pm ha chiesto il ritiro del distintivo (per un anno) di 10 agenti. Così si “imboscavano” durante il lavoro Contestata ad alcuni la truffa ai danni dello Stato. Giovedì l’interrogatorio davanti al gip De Marco 

SULMONA. Un corposo fascicolo di circa ottomila pagine in cui sono riportate tutte le accuse contestate ai 19 poliziotti della sottosezione della polizia stradale di Pratola Peligna finiti nell’occhio del ciclone a seguito dell’inchiesta aperta nei loro confronti dal sostituto procuratore Stefano Iafolla. I reati contestati a vario titolo ai poliziotti sono truffa ai danni dello Stato, furto, peculato, omissione di soccorso e omissioni di atti d’ufficio. Per 10 di loro il pubblico ministero Iafolla ha chiesto una misura interdittiva che consiste nel ritiro per un anno il distintivo del corpo. Richiesta che il giudice per le indagini preliminari, Alessandra De Marco, esaminerà nell’udienza già fissata per giovedì prossimo 15 giugno. Giorno in cui i 19 indagati saranno chiamati a difendersi dalle pesanti accuse raccolte in tre anni di indagini, dal 2019 al 2022. L’inchiesta è partita proprio dopo alcune segnalazioni degli stessi poliziotti della sottosezione pratolana che aveva denunciato anomali comportamenti di alcuni colleghi – tra i quali alcuni superiori – durante l’orario di lavoro.
La principale accusa mossa a tutti gli indagati è quella di aver abbandonato sistematicamente, per soli fini personali, il posto di lavoro in violazione dell’ordine e delle disposizioni, generali o particolari, loro impartite; con l’aggravante di aver cagionato, in tal modo, l’interruzione di un servizio. Dalla complessa e articolata indagine è emerso, con l’evidenza di riscontri oggettivi a detta della Procura, che gli indagati, in maniera del tutto spregiudicata e in totale spregio del ruolo ricoperto, dopo aver iniziato il servizio, spesso in ritardo rispetto all’orario effettivo, si recavano e intrattenevano per fini esclusivamente personali in alcuni esercizi commerciali in località estranee alla giurisdizione di competenza (con terzi estranei) per fini privati. Nello svolgimento dei turni serali-notturni, gli stessi poliziotti, dopo aver percorso brevi tratti autostradali, si appartavano in zone interdette al traffico veicolare, per dormire all’interno dell’auto o, rientrando anticipatamente in sede, senza alcuna giustificazione, rimanevano a dormire delle autovetture parcheggiate o all’interno della sottosezione di polizia stradale di Pratola Peligna. Tra i poliziotti indagati figurano numerosi amministratori pubblici, come il sindaco di Rocca Pia, Pasquale Berarducci, il vice sindaco di Bugnara, Michele Stinziani, e i consiglieri comunali Luigi Capaldi, sempre di Bugnara, e Alessio Imperatore di Pettorano sul Gizio, che vive a Bussi sul Tirino. Questi gli altri indagati: Alfonso Bartoli, Alessandro Cruciani, Beniamino Del Rosso, Giovanni De Sanctis, Paolo Di Loreto, Sandro Fasciani, Vincenzo Fiorentino, Luca Madonna, Marco Novelli, Franco Perna, Dino Petrella, Christian Presutti, Gianni Ranieri, Domenico Simonetti e Angelo Tarola.
Nella giornata di ieri tutti gli indagati sono rimasti con le bocche cucite in attesa di conoscere nei particolari tutte le accuse che gli vengono loro contestate dalla Procura sulmonese, in modo da potersi difendere nel corso dell’udienza di giovedì 15.
«Conosciamo le contestazioni che ci sono state rivolte solo dai giornali», afferma l’avvocato Alessandro Margiotta, che assiste alcuni dei poliziotti indagati.
«Aspettiamo lunedì quando potremo visionare il fascicolo», riprende Margiotta, «e solo dopo potremo avere una cognizione più precisa delle contestazioni che vengono fatte a ogni singolo poliziotto. Al momento non siamo in condizioni di dire nulla, né tantomeno di commentare accuse di cui non conosciamo né il tenore né la consistenza».
«Stinziani è una persona seria, onesta e corretta che si è sempre impegnata nelle varie amministrazioni che si sono succedute in questi anni», sostiene Domenico Taglieri, sindaco di Bugnara, «che cosa sia accaduto nell’ambito della sua sfera personale e in particolare nell’ambito del suo lavoro non posso dirlo. Mi dispiace per una situazione che sicuramente Stinziani sarà in grado di chiarire. La Procura di Sulmona è sempre stata molto corretta in queste valutazioni e sono sicuro che Stinziani uscirà pulito da questa situazione. Per quel che mi riguarda, il vicesindaco resta al suo posto perché sono una persona garantista. Ci troviamo in una fase preliminare dell’inchiesta, e puntare il dito contro una persona che si è comportata sempre bene sarebbe sbagliato».
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