Ponte Belvedere, allo studio i dati per il nuovo cavalcavia

In programma una serie di saggi che peseranno sull’elaborazione del progetto definitivo Intanto continuano le operazioni di demolizione della restante parte della struttura
L’AQUILA. Continuano le operazioni di demolizione del ponte Belvedere. Dopo la rimozione delle 4 travi dell’impalcato, la parte orizzontale del ponte – della lunghezza di 34 metri ognuna e pesanti oltre 54 tonnellate ciascuna – in questi giorni gli operai delle ditte Taddei e Todima, che si stanno occupando della demolizione (per poi eseguire anche la ricostruzione) del cavalcavia), stanno lavorando sulla struttura nella zona di via Persichetti.
I PREPARATIVI
Così come avvenuto per le travi, nella prima fase gli operai devono identificare con precisione le strutture da tagliare. Per fare questo, si stanno facendo dei fori sulla soletta, la parte orizzontale, in modo da identificare con precisione i punti da cui iniziare i tagli. Un lavoro che porterà via ancora qualche giorno, con gli operai che dovranno letteralmente disegnare sull’asfalto le strutture sottostanti del ponte. Una volta fatto questo si inizierà con i tagli veri e propri.
TAGLI VERSO VIA PERSICHETTI
Già dai prossimi giorni verranno tagliate e rimosse le parti orizzontali delle solette, così come avvenuto nella rimozione dell’impalcato. In questa prima fase saranno usate le grandi seghe circolari a lama diamantata.
Una volta rimosse le solette, sul ponte appariranno delle grandi finestre, si passerà quindi alle seghe a filo e quel che resta del ponte verrà tagliato via un pezzo alla volta. Ogni frammento, assicurato alla gru prima di iniziare il taglio, verrà poi spostato verso via Persichetti dove il pezzo rimosso verrà ulteriormente tagliato per il successivo smaltimento. Si tratta di una operazione che, come ha ricordato Marino Serpetti di Todima, non produce particolare rumore, mentre l’acqua di raffreddamento delle lame verrà raccolta e smaltita.
VIA DUCA DEGLI ABRUZZI
Le operazioni di rimozione sul lato di viale Duca degli Abruzzi inizieranno invece con l’apertura di finestre sulla soletta per permettere l’effettuazione di una serie di saggi. Da questi saggi dipende infatti il progetto di quella parte di ponte. In questa zona “l’extradosso”, la parte che sporge e su cui era impostato l’impalcato del vecchio ponte, era una vera e propria croce per i residenti della palazzina sottostante, costretti a convivere con la grande umidità portata dalla struttura. Dal risultato dei saggi deriveranno anche le dimensioni finali del ricostruito che, quasi certamente, alla base sarà arretrato di qualche metro rispetto alle strutture attuali, allargando e restituendo aria e sole al cortile della palazzina sotto al ponte.
IL NUOVO PONTE
Come ricorda l’architetto Luca Carosi, una volta ripulito il lato di via Persichetti sarà anche possibile fare i saggi «puntuali», ovvero esattamente nel punto in cui verrà costruita la fondazione della nuova antenna in acciaio su cui saranno inseriti i cavi che sorreggeranno la parte orizzontale del ponte, anche questa in acciaio. E solo a questo punto, con tutti i dati, lo strutturista, il professor Marco Petrangeli, potrà definire le misure del nuovo ponte, precise al centimetro, da inserire nel progetto definitivo depositato al Genio civile. (r.p.)
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