Ponte Belvedere, cambia il piano: ora l’appalto dopo tanti annunci

27 Maggio 2023

La società incaricata completa il lavoro, cestinato il vecchio progetto: attese le decisioni di rup e giunta Pezzopane torna alla carica: «Costi raddoppiati, restano seri interrogativi sulle procedure adottate»

L’AQUILA. Dopo mesi di attese, modifiche, promesse e continui rinvii, è arrivato l’ok al nuovo progetto di ponte Belvedere. Ad annunciarlo è la stessa società di validazione, incaricata dal Comune, dal proprio sito web: «Bureau Veritas ha portato a compimento l’attività di verifica sul progetto esecutivo del ponte Belvedere dell’Aquila. Grazie al report positivo rilasciato da Bureau Veritas, il rup, responsabile unico del procedimento (Mario Di Gregorio, ndc), potrà approvare e validare il progetto e avviare l’appalto di gara, andando a sanare una ferita lasciata dal sisma del 2009». Un passaggio fondamentale che permetterà di aprire uno dei cantieri più attesi, per cui è stimata una durata di 200 giorni. Intanto, restano molte le perplessità sulle procedure adottate da parte dell’opposizione in consiglio comunale.
PROGETTO DA RIFARE
Dopo la demolizione del ponte, terminata a maggio scorso, il 6 settembre 2022 il Comune ha affidato a una ditta privata specializzata il compito (che avrebbe dovuto avere una durata di 30 giorni) di verificare il progetto del ponte, «così da poter bypassare le tempistiche del Genio civile e accelerare sui lavori» come aveva specificato il vicesindaco Raffaele Daniele. Si tratta della Bureau Veritas di Milano, «organismo di ispezione accreditato», che ha vagliato il progetto del nuovo ponte al costo per il Comune di 34.257 euro Iva inclusa. I rapporti intermedi della società, tuttavia, hanno costretto a rivedere il progetto iniziale, curato dalla Belvedere Scarl (a cui è stata assegnata anche la realizzazione dell’opera) a causa di diverse prescrizioni. L’ok definitivo al nuovo progetto è arrivato, infatti, solo nei giorni scorsi, dopo otto mesi dal primo incarico.
L’ITER
Una volta passato al vaglio della società di verifica, il nuovo progetto dovrà essere validato dal rup per poi essere approvato dalla giunta comunale. Espletati questi passaggi burocratici si potrà dare il via ai lavori.
LA PIOGGIA DI CRITICHE
I ritardi dell’opera, tuttavia, non hanno mancato di suscitare polemiche: secondo un primo cronoprogramma, infatti, il ponte sarebbe dovuto essere pronto già un anno fa. A svelare i nodi della pratica, dopo aver acquisito le carte con un accesso agli atti in municipio, è stata lo scorso mese l’opposizione in consiglio comunale. In una conferenza i consiglieri Paolo Romano, Stefania Pezzopane e Simona Giannangeli hanno presentato una relazione dettagliata, in cui si parla di «raddoppio della spesa» (per la ricostruzione del ponte era previsto un importo iniziale di 4 milioni), di poca chiarezza e di difformità progettuali. «La verifica della società peraltro scelta e pagata dal Comune, si basa su aspetti meramente tecnici che attengono al progetto», commenta Pezzopane, «restano invece inalterate tutte le questioni poste, tra cui quella che il costo del ponte raddoppia arrivando a cifre fuori soglia e questa enorme lievitazione dei prezzi, anche per la progettazione, pone seri interrogativi sulle modalità di scelta della gara (consentita per importi sotto soglia) e sulle procedure adottate».
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