Ponte Belvedere, dieci giorni per evitare l’ennesimo rinvio

13 Ottobre 2022

I tecnici devono rispondere alle prescrizioni per far partire i lavori per installare il nuovo cavalcavia La richiesta arrivata dalla società di verifica. Il vicesindaco Daniele fiducioso: «Non ci saranno ritardi»

L’AQUILA. Dieci giorni. È il tempo che hanno i tecnici del nuovo ponte Belvedere per rispondere alle prescrizioni della ditta di verifica del progetto. I documenti prodotti verranno passati al vaglio per decidere la validazione o meno degli elaborati e dare il via ai lavori. Una corsa contro il tempo per mantenere fede all’ultimo cronoprogramma emerso nei giorni scorsi nella commissione consiliare Garanzia e controllo, secondo cui il cantiere dovrebbe aprire i battenti entro fine anno. I lavori, invece, dovrebbero terminare in 200 giorni dalla consegna del progetto esecutivo, dello scorso primo luglio.
LE PRESCRIZIONI
«Non sono un tecnico, ma mi sembrano prescrizioni compilative, che non comporteranno ritardi alla realizzazione dell’opera», spiega il vicesindaco Raffaele Daniele facendo riferimento ai chiarimenti che la società di verifica del progetto esecutivo ha richiesto ai tecnici che lo hanno redatto. «I progettisti hanno dieci giorni per depositare la documentazione richiesta da parte della società di verifica, che esaminerà le carte e deciderà se validare o meno. In caso positivo sarà possibile partire direttamente con i lavori».
ACCORCIARE I TEMPI
Lo scorso 6 settembre, infatti, il Comune ha affidato a una ditta privata specializzata il compito (dalla durata di 30 giorni) di verificare il progetto stesso, «così da poter bypassare le tempistiche del Genio civile e accelerare sui lavori», come specifica Daniele. Si tratta della Bureau Veritas di Milano, «organismo di ispezione accreditato», che sta vagliando il progetto del nuovo ponto al costo per il Comune di 34.257 euro Iva inclusa.
IL RINVIO
Il responso era atteso per lunedì scorso, ma di fatto è stato rimandato, a causa delle prescrizioni. Ad occuparsi del progetto è stata la Belvedere Scarl a cui è stata affidata anche la ricostruzione del nuovo ponte strallato, che sarà costruito in acciaio, sia per la sicurezza di fronte alle azioni sismiche che per mitigare l’impatto visivo nel contesto urbano: sembrerà sospeso, con l’impalcato retto da una serie di cavi ancorati a piloni di sostegno. Avrà due corsie carrabili, un percorso pedonale e uno ciclabile. Il nuovo ponte sostituirà quello realizzato negli anni ’70 con strutture portanti in cemento armato. La natura più leggera del nuovo ponte dovrebbe permetterne la realizzazione in tempi rapidi.
NUOVO RUP?
Daniele non è preoccupato neanche dalle possibili dimissioni del rup, Mario Di Gregorio. «Non comporteranno ritardi», assicura il vicesindaco. «Tantissimi cantieri hanno avuto in corso d’opera un cambio del responsabile del procedimento. Nominato direttore tecnico della Gran Sasso acqua, infatti, Di Gregorio avrebbe deciso di rassegnare le proprie dimissioni come rup del nuovo Belvedere.
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