Ponte Belvedere, nasce il comitato per il recupero

28 Giugno 2020

L’AQUILA. Un no deciso alla demolizione, senza ricostruzione, del ponte Belvedere e massima collaborazione con il Comune «a patto che si proceda all’immediato ripristino delle funzionalità di una...

L’AQUILA. Un no deciso alla demolizione, senza ricostruzione, del ponte Belvedere e massima collaborazione con il Comune «a patto che si proceda all’immediato ripristino delle funzionalità di una struttura strategica per il centro e per l’intera città». Il comitato promotore “Ponte Belvedere”, che si è costituito ieri sotto la guida dell’avvocato Gianluca Museo, che ne è il coordinatore, vuole avere voce in capitolo sulla futura destinazione del ponte. Ed è pronto, forte già di qualche proposta, a bussare alla porta dell’amministrazione per farsi ascoltare. «Invierò una richiesta al presidente del consiglio comunale per ottenere un’audizione in commissione», afferma Museo che già qualche giorno fa, insieme a un gruppo di volontari, si è reso protagonista di un’opera di pulizia e sistemazione del cavalcavia dalle erbacce. È proprio sugli undici anni passati dal sisma, senza che per il ponte Belvedere si sia trovata una sistemazione, che poggiano le rimostranze dei componenti del comitato, di cui fanno parte Sandro Zecca, Paolo De Santis, Alessia Rossi, Paola Tito, Daniela Pollio, Luciano Cococcetta, Gisella Calderone, Vera Zenodocchio, Francesco Giancola, Angela Di Marco, Aldo Zecca, Luigi Faccia e Roberto Museo, «ma che», spiega Museo, «è aperto a tutti coloro che vorranno dare un contributo».
«La finalità dell’iniziativa è legata alla volontà di superare lo stato di impasse dell’amministrazione comunale, in ordine all’abbattimento e ricostruzione, o ristrutturazione del ponte Belvedere, chiuso al traffico dal 6 aprile 2009», dice il comitato in una nota.
«Eppure», fa notare Museo, «si tratta di un’opera strategica che unisce due zone importanti del centro storico dove insistono il polo umanistico dell'Università, la Corte dei Conti, una residenza per anziani e dove sono tornate a vivere moltissime famiglie». Ma il comitato punta anche a «salvaguardare l'incolumità dei residenti dell’edifico sottostante al ponte Belvedere, al civico 29».
«La struttura», incalza Museo, «costituisce uno degli snodi centrali della viabilità del centro storico ponendosi come un mini anello di scorrimento, oltre che sicura via di fuga in caso di emergenza per i cittadini». E come tale è stata individuata anche nel Piano urbano della mobilità (Pums) del Comune. «Se è vero che i piloni del ponte non sono stati intaccati, come affermano i tecnici», conclude Museo, «è possibile sostituire la campata centrale e procedere a un restyling che lo renda moderno e funzionale. Il tutto in breve tempo: gli aquilani sono stanchi di aspettare il ripristino di un’opera viaria importante, di cui nessuno si è preso cura». (m.p.)
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