Ponte Belvedere, via l’ultima trave ed è festa con brindisi e arrosticini

Il “vuoto” cambia l’orizzonte di via Fontesecco. Le difficili operazioni si sono concluse ieri alle 15 I lavori erano cominciati tre settimane fa. Ora potranno tornare a casa gli inquilini del civico 29
L’AQUILA. Il cielo grigio di un pomeriggio piovoso riempie il vuoto lasciato da ponte Belvedere, nel cuore della città: alle 15 di ieri anche l’ultima trave è stata smontata. Un “vuoto” che se da un lato rappresenta l’ennesima ferita di quel terribile giorno del 2009, dall’altro interpreta il desiderio di futuro di una comunità ancora provata. Un “vuoto” come molti ce ne sono nella stessa zona: a partire da quello lasciato dalla demolizione dell’ala più moderna del convento della Beata Antonia, che negli ultimi giorni ha permesso, da via Sallustio, una visione inedita del chiostro dell’antico monastero. Vuoti che presto torneranno a riempirsi e che cambieranno il volto di una delle zone del centro più popolose.
ADDIO AL VECCHIO PONTE
Nel pomeriggio di ieri l’ultima trave di ponte Belvedere, del peso di 34 tonnellate e della lunghezza di 50 metri, è stata sollevata e portata temporaneamente, come per i tre precedenti, su via Persichetti per essere poi sezionata e trasportata via per lo smaltimento. La delicatissima operazione, durata circa 5 ore, si è svolta grazie all’imbragatura della trave, a seguito di tagli trasversali in tre punti della stessa, separata così dalla struttura portante
SEGNO DEL CAMBIAMENTO
«Siamo a un punto cruciale del progetto che cambia l’orizzonte della città, rispetto all’atteggiamento che ha caratterizzato i primi otto anni della ricostruzione, all’insegna del com’era e dov’era», hanno dichiarato il sindaco Pierluigi Biondi, e il vicesindaco con delega alla Ricostruzione dei beni pubblici, Raffaele Daniele. «La ricostruzione di questo ponte è l’apice di un percorso rivoluzionario dell’Aquila, avvenuta nel campo della mobilità sostenibile, nella cultura, nella promozione turistica, del decoro, della riorganizzazione. È il simbolo di un profondo cambiamento e in cui pochi avevano fiducia, ma che oggi, non senza difficoltà, è sotto gli occhi di tutti».
RITORNO DEL CIVICO 29
Il termine delle operazioni di smontaggio, iniziate lo scorso 13 ottobre, con lo svaro della prima trave il 27 del mese scorso, consentirà la riapertura di via Sallustio e il rientro degli inquilini del civico 29 che sono stati ospitati in strutture alberghiere e alloggi del Progetto Case a carico del Comune. «Comprendiamo sinceramente i disagi sostenuti da residenti e commercianti della zona, ma siamo certi che presto apprezzeranno chi verrà qui non per curiosare, ma per ammirare un’opera che segna uno spartiacque nel processo di rigenerazione urbana della città», concludono sindaco e vicesindaco.
IL PADRE DEL PONTE
All’operazione di svaro dell’ultima trave ha assistito anche l’ingegnere Pasquale Martella, titolare della ditta che negli anni Sessanta ha costruito il ponte di Belvedere. Le operazioni si sono concluse con un brindisi accompagnato da arrosticini di Colledara, insieme a tutti i tecnici e gli operai impegnati per portare a termine un lavoro particolarmente complicato. Tra gli altri, Marino Serpetti, presidente della società consortile che sta eseguendo i lavori e titolare della Todima, una delle tre ditte che si sono aggiudicate l’appalto insieme alla Taddei e a Integra del professor Marco Petrangeli. Al brindisi anche l’architetto e progettista Luca Carosi, amministratore di Casarchitettura, l’ingegnere Pierluigi De Amicis che si è occupato della sicurezza e i fratelli Massimiliano e Denis Di Stefano, titolari della ditta che ha fornito le enormi gru per lo smontaggio.
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