Ponte Capograssi, torna l’allarme: crollano piccoli blocchi di cemento

21 Luglio 2022

La struttura realizzata da Morandi (lo stesso ingegnere di Genova) è da tempo al centro di polemiche L’assessore Casciani: «Distacchi provocati dalle infiltrazioni». Non sono rimasti coinvolti veicoli o pedoni

SULMONA. Torna a preoccupare la situazione di ponte Capograssi e della sua stabilità. Ieri mattina un pezzo della struttura in cemento del ponte, realizzato dall’ingegnere Riccardo Morandi (lo stesso del ponte di Genova), si è distaccato finendo sulla strada sottostante. Fortunatamente in quel momento su via della Circonvallazione Orientale, una delle arterie più trafficate di Sulmona, non transitavano né persone né auto e non si sono verificati incidenti. Ad allertare il centralino del 115 è stato l’operatore del Cogesa che ha praticamente assistito in diretta al piccolo cedimento. I vigili del fuoco, intervenuti sul posto, hanno messo in sicurezza la zona e hanno proceduto alla rimozione dei pezzi di cemento caduti. Insieme ai vigili si è mosso anche l’assessore ai Lavori pubblici, Franco Casciani, che ha voluto controllare di persona l’entità del crollo per capire se fossero necessario adottare provvedimenti immediati. «I distacchi che ci sono stati sono diretta conseguenza della carbonatazione dei ferri favorita dalle infiltrazioni di acqua», spiega Casciani, «a contatto con l’acqua i ferri si arrugginiscono, aumentano di volume e si distaccano dal cemento. I pezzi caduti fanno parte del copriferro. È chiaro che la situazione non è da sottovalutare perché in alcuni punti l’ammaloramento del calcestruzzo sta andando avanti in maniera importante».
Già nel 2018, subito dopo il crollo del ponte di Genova, l’allora amministrazione Casini decise di ordinare uno studio sullo stato di salute del ponte disponendo contemporaneamente il divieto di sosta alle auto sul ponte. Verifiche che, però, non sono mai partite. «Stiamo cercando di far ripartire una procedura che si è inceppata», spiega Casciani. Originariamente lo studio sulla verifica della stabilità del ponte era stata affidato all’Università dell’Aquila, stanziando solo 6/7 mila euro. Risorse ritenute esigue tanto che l’Università ha subappaltato a un’altra ditta il lavoro. Ditta che non ha dato seguito allo studio affidando a sua volta l’incarico a un terzo soggetto. «Ho parlato con i responsabili di questa terza società l’Acnd», evidenzia l’assessore ai Lavori pubblici, «e mi hanno spiegato che il lavoro era fermo perché mancavano le progettazioni originali di ponte Capograssi, per poter procedere alla verifica sismica. Siamo riusciti a recuperare il progetto originario, a firma dell’ingegner Morandi, solo qualche mese fa, e ora stanno esaminando questa progettazione. Penso che nelle prossime settimane, con molta probabilità, procederanno con una prima fase, anche se servono altre risorse per fare uno studio dettagliato e completo. Troveremo il modo per ultimarlo», conclude, «anche perché siamo in attesa che il progetto di messa in sicurezza sia inserito tra quelli finanziati con i fondi del Pnrr, e non vogliamo farci trovare impreparati per poter subito appaltare i lavori».
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