Ponte Capograssi, via alle verifiche strutturali

2 Gennaio 2019

Il Comune annuncia il pugno duro anche contro la sosta selvaggia sul viadotto Angelucci: a prescindere dai risultati degli esami lì non si potrà più parcheggiare

SULMONA. Stop alle auto in sosta e via alle verifiche strutturali su ponte Capograssi. Anno nuovo vita nuova per il viadotto sulmonese che collega la parte antica a quella moderna della città. La giunta Casini affiderà a breve l’incarico delle verifiche strutturali, ma al di là dell’esito, sarà disposto un rigoroso divieto di sosta sul ponte. Divieto che c’è anche oggi, ma che da molti non viene rispettato. La verifica strutturale dovrebbe partire nei primi mesi del 2019 dopo l’incarico da 10 mila euro che il Comune di Sulmona conferirà nelle prossime settimane all’Università dell’Aquila, ma la scelta politica degli amministratori di palazzo San Francesco è chiara: sul ponte Capograssi non si parcheggerà più. E a vigilare contro gli automobilisti indisciplinati, che continuano a ignorare i divieti di sosta lungo il ponte progettato da Morandi, lo stesso ingegnere che disegnò il ponte crollato la scorsa estate a Genova, sarà la polizia locale.
«A prescindere dall’esito della verifica lì non si parcheggerà più», precisa il vicesindaco e assessore comunale ai lavori pubblici, Nicola Angelucci, per sgomberare il campo da ogni dubbio. Dunque, dopo annunci e continui rinvii, ora il Comune accelera sul ponte Capograssi. Nei primi giorni del nuovo anno sarà conferito l’incarico all’Università dell’Aquila per la verifica strutturale e sarà predisposto l’avviso pubblico per il rifacimento della segnaletica orizzontale che servirà ad eliminare quella striscia blu che trae in inganno gli automobilisti. «È un problema che risolveremo per evitare di recare disagi ai cittadini», aggiunge Angelucci, «come pure cercheremo di mettere mano al parcometro». Chi parcheggia sul ponte rischia, infatti, di pagare la sosta e di ricevere la sanzione amministrativa come accaduto già ad alcune persone, per via della presenza del parcometro, delle strisce blu e dei segnali di divieto. Sono comunque questi, cioè i cartelli di segnaletica verticale posti all’inizio del l’infrastruttura, a prevalere e a salvare il Comune da eventuali ricorsi o impugnazioni delle multe.
La giunta guidata da Annamaria Casini e gli uffici comunali erano stati velocissimi questa estate, sollecitati dal crollo di Genova e dalle verifiche da fare su ponte Capograssi. In meno di due settimane erano partite le verifiche tecniche sulle infrastrutture cittadine che erano state celermente inviate al ministero dei Trasporti.
Ma per gli interventi su 25 tra ponti, arterie di collegamento e canaloni, per un totale di 15 milioni di euro, si resta ancora in attesa di risposte. In particolare, il ponte Capograssi, finito di costruire nel 1965 su un progetto di cinque anni prima, è realizzato in cemento armato e precompresso. Quelli erano gli anni del boom di questo nuovo materiale, apprezzato per la sua poliedricità, la sua forza e il pregio non trascurabile dell’economicità.
Quello che all’epoca non si conosceva, però, era il rischio del degrado del calcestruzzo e quelle costose opere di manutenzione che impone dopo 30 o 40 anni. In realtà, il ponte sulmonese è appoggiato e non sospeso e resta un’opera di ingegneria futuristica per l’epoca con la sua campata unica.
Uno studio di vulnerabilità sismica fu effettuato nell’ottobre 2016 quando il ponte fu chiuso al traffico veicolare a seguito del terremoto che colpì il centro Italia, poi subito riaperto essendo stato scongiurato il disallineamento dei giunti.
Intanto dallo scorso mese di agosto resta in vigore il divieto di sosta sull’infrastruttura per evitare in tal modo ulteriori appesantimenti.
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