Ponte da abbattere, è polemica sui ritardi

22 Settembre 2021

Romano (Italia viva): «La data di agosto ora slitta a settembre. Manca un piano anche per la viabilità» 

L’AQUILA. «Una volta si faceva sognare la cittadinanza citando l’archistar Calatrava, oggi si dichiara che il nuovo Ponte Belvedere ricorderà il ponte Flaiano di Pescara: non sarà né l’uno e né l’altro». Paolo Romano, capogruppo Italia viva, commenta così l’annuncio del vicesindaco Raffaele Daniele, della demolizione del ponte a partire da fine mese. «Nel primo annuncio lui stesso assicurava l’inizio dei lavori il 15 agosto, nel secondo lo slittava al 30 dello stesso mese; ma ancora non esiste un esecutivo dei lavori di abbattimento con relativo cronoprogramma, piano di sicurezza e coordinamento», sostiene Romano. «Quello che sappiamo per certo è l’invio agli inquilini del civico 29 di un avvio del procedimento sullo sgombero dell’immobile datato 16 settembre. Daniele assicura il taglio del nastro a maggio 2021: dalla lettera d’invito alle imprese si evince che il termine utile per ultimare tutti i lavori è fissato in 270 giorni (suscettibili di ribasso). Appare allora enfatico annunciare tagli di nastro di opere che ancora non vedono quello di partenza. Inoltre al momento è ancora oscura quella che sarà la viabilità provvisoria all’esercizio del cantiere dell’area sottostante di Fontesecco e via Sallustio, dove insistono abitazioni, esercizi commerciali, studi professionali e numerosi cantieri attivi».
Sul resto del cronoprogramma del vicesindaco, Romano incalza: «Del dov’era com’era l’amministrazione ha fatto qualcosa da combattere, ma qual è oggi l’innovazione? La pavimentazione della piazza e del corso era presente già nel piano di ricostruzione, il parcheggio multipiano di Porta Leoni di fatto non verrà realizzato, il progetto strategico di viale della Croce Rossa è scomparso, quello di via XX Settembre si è arenato. Non vedranno la luce neanche quelli di Villa Gioia, piazza d’Armi e porta Barete, mentre il parco delle Acque, per cui ci sono i finanziamenti, ancora non si trasforma in un vero attrattore. Quest’amministrazione è riuscita a mandare a monte i progetti strategici che hanno ereditato. L’unica cosa certa», conclude, «è che si taglierà il nastro di Palazzo Margherita a primavera 2022 senza la Torre civica, per cui ancora non ci sono i finanziamenti. Intanto, questa amministrazione ha ereditato 35 milioni per una sede unica comunale: a oggi i soldi sono in cassa, ma continuiamo a pagare fitti passivi senza prospettiva. Il vero problema è che in questi anni non c’è stata programmazione». (m.c.)