Ponte sul Giovenco, va in scena la protesta

16 Settembre 2018

Oggi la marcia promossa dal comitato cittadino con partenze da Ortona dei Marsi e Pescasseroli

ORTONA DEI MARSI. Una marcia di protesta per chiedere la riapertura del ponte del Giovenco chiuso ormai da tre mesi. Una marcia, in programma oggi, che partirà alle 9 contemporaneamente da Ortona dei Marsi, sul fronte Valle del Giovenco, e da Pescasseroli, per chiedere alla Provincia quanto ancora ci sia da attendere per avere il cronoprogramma di interventi per il ripristino della viabilità che da tre mesi subisce forti disagi a causa della chiusura del ponte sul Giovenco. All’iniziativa di protesta, promossa dal comitato cittadino nato per dire stop ai disagi e all’isolamento patiti in questi mesi, parteciperanno anche i parlamentari del Movimento 5 Stelle Carmela Grippa e Fabio Berardini. Ma non dovranno esserci saranno simboli di partito, questa almeno la richiesta del comitato cittadino. «Del problema dei cittadini di questa valle ce ne siamo occupati in Parlamento informando l’aula e chiedendo un accesso agli atti, perché ci sembrava doveroso capire fino in fondo la natura del problema che tiene isolati i comuni di questo territorio», ha detto la deputata Grippa. La parlamentare ha anche ricordato il sopralluogo eseguito dal collega Berardini il quale aveva riscontrato che «il ponte era stato chiuso preventivamente per il crollo di una parte strutturale. Ma senza effettuare prove di carico non si può sapere se la struttura può essere utilizzata per il passaggio almeno di pedoni o altro. Anzi, è emersa un’assenza di controllo perché nonostante i divieti alcuni ciclomotori impegnavano la strada vietata al transito attraversando addirittura il ponte».
«Saremo presenti alla marci», hanno spiegato i due parlamentari, «per capire quando la Provincia intende realmente procedere per la messa in sicurezza della struttura e per gli interventi di ripristino del ponte fondamentale per la viabilità locale. Sappiamo anche che la Provincia nel contempo ha conferito l’incarico all’ingegnere Alessandro Di Camillo per stabilire e valutare le effettive condizioni dell’opera, da cui è emersa un’accentuata vulnerabilità con pericolo di crollo anche senza la concomitanza di particolari fenomeni meteorici ed ora ci attendiamo soluzioni concrete senza gravare sul bilancio dei Comuni della valle. Troviamo inaccettabile che da quasi 100 giorni non si sappia quali siano i tempi perché il traffico ritorni alla normalità. Alla manifestazione ci aspettiamo la presenza di tutti i sindaci e delle istituzioni locali che, in caso contrario, si assumeranno la responsabilità del gravissimo disagio per quello che sta accadendo».
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