Porta Barete, ecco il via libera del Tar all’aggiudicazione

È stato respinto il ricorso dello studio secondo classificato I giudici: l’iter è regolare, valido il lavoro della commissione
L’AQUILA. Via libera dal Tar alla graduatoria del concorso di progettazione dell’area Porta Barete-Santa Croce. I giudici amministrativi hanno respinto il ricorso della Srl Progetto Tecnico che si era classificata al secondo posto. Resta valida quindi la decisione della Commissione che aveva dichiarato vincitore il gruppo di progettazione composto da Federica Tresca – progettista (capogruppo), Giuseppe Tempesta – progettista, Federico Cavalieri – collaboratore, Andrea Ruggieri – progettista, Gianfranco Ruggieri – progettista, Alessandro Tempesta – collaboratore. Il ricorso al Tar si basava su una serie di motivi fra i quali un paio erano i più rilevanti. Il primo era il seguente: “Violazione e falsa applicazione della lex specialis del concorso e sviamento in quanto il giorno 4 agosto 2020, tre mesi prima della seduta pubblica di proclamazione del progetto vincitore sulla pagina 16 del quotidiano locale il Centro è stato pubblicato l’articolo “Archeologia e verde. Svelato il progetto per Porta Barete”, che, oltre a pubblicare cinque particolari grafici del progetto, trascrive interi passi della motivazione della scelta operata dalla Commissione giudicatrice, compromettendo l’anonimato della procedura”. Inoltre si chiedeva di escludere il Raggruppamento vincitore “se da ritenersi responsabile della consegna del progetto al quotidiano il Centro prima che la procedura fosse conclusa”. Con un ulteriore motivo, più tecnico, si chiedeva “la verificazione sulle lacune del progetto vincitore che assume non contenere, nella versione depositata nella seconda fase i punti da riportare nella relazione tecnico-illustrativa, ove era chiesto ai partecipanti di analizzare gli aspetti economici e finanziari di massima circa gli interventi da realizzare e di riportare gli indirizzi per la futura redazione della progettazione definitiva”.
L’INCHIESTA PENALE. Dal ricorso si evince anche che il Comune ha presentato una denuncia penale per fuga di notizie “a seguito della pubblicazione del progetto aggiudicatario sul quotidiano il Centro in data 4 agosto 2020”. L’inchiesta della Procura è ancora in corso.
LA MOTIVAZIONE. I giudici amministrativi hanno respinto il ricorso motivando così la sentenza: “I verbali di gara documentano le decisioni che la commissione di concorso ha assunto prima che fosse divulgata la notizia del progetto aggiudicatario, sebbene siano stati redatti in data successiva, come del resto è consentito quando, come in specie, non è prescritta la verbalizzazione contestuale allo svolgimento della riunione. Deve inoltre presumersi, in difetto di prova contraria, che quanto verbalizzato sia la fedele trasposizione delle decisioni assunte dalla commissione di concorso. Ne consegue che la pubblicazione sul quotidiano il Centro di stralci del progetto aggiudicatario non può aver condizionato in concreto l’operato della commissione di concorso ma anzi ne è stata un’eco. La ricorrente sostiene poi che il progetto vincitore difetti di contenuti espressamente richiesti dal bando di concorso e coerentemente ne lamenta la violazione, invocando l’annullamento della valutazione che ne ha determinato la scelta come migliore proposta. Omette la ricorrente di indicare quali sarebbero i servizi e le opere di viabilità che sarebbero carenti rispetto alle prescrizioni degli atti di gara, così come non indica rispetto a quale parametro il progetto vincitore presenti lacune inerenti alla connessione dei servizi e della viabilità con il contesto circostante”.

