Porta Barete, passo avanti Scelto il progetto vincitore

La commissione individua l’elaborato migliore per la riqualificazione dell’area Terrapieno di via Roma e tunnel di via Vicentini: ora la palla passa al Comune
L’AQUILA. La commissione che doveva scegliere il miglior progetto – tra quelli in concorso – per la riqualificazione della zona di Porta Barete ha concluso i suoi lavori così come preventivato sin da metà giugno quando c’è stata la prima riunione dei commissari. C’è quindi un progetto vincitore fra i 5 che erano rimasti in lizza (sui trenta presentati). Il progetto e i nomi di chi lo ha redatto verranno resi noti in un’occasione pubblica forse prima di Ferragosto. C’è infatti ancora da completare qualche passaggio burocratico fra cui la firma del verbale con la dettagliata motivazione della scelta. La commissione di gara è presieduta da Roberto Evangelisti, dirigente comunale del settore ricostruzione privata, da Giustino Iovannitti, ingegnere designato dall’Ordine degli Ingegneri, da Edoardo Compagnone, architetto designato dall’Ordine degli Architetti, da Marcello Marchetti, architetto designato dal ministero per i Beni e le attività culturali, da Renato Morganti, ingegnere designato dall’Università.
PASSO AVANTI. La scelta del progetto vincitore è un nuovo importante passo avanti per arrivare a realizzare una riqualificazione che non ha mancato di suscitare polemiche anche per i ritardi che ha portato e sta portando alla ricostruzione di alcuni condomìni della zona (non tutti saranno ricostruiti). Il progetto vincitore, da quel poco che trapela, è quello che si è avvicinato di più alle linee dello studio di fattibilità che era posto alla base del concorso. Ma non solo. I commissari hanno tenuto conto anche della coerenza di scelte da calare poi nel concreto (insomma, niente voli pindarici).
IL PROGETTO. Ci sono peraltro dei punti “cardine” imprescindibili come la rimozione del terrapieno di via Roma e del sottopasso di via Vicentini, la ricostruzione dell’antiporta, l’adeguamento di via dei Marsi (cosa non semplice dal punto di vista tecnico per una questione di quote) per l’accesso in via Roma, la sistemazione di via Santa Croce, il miglioramento degli accessi pedonali all’area con la previsione anche di un ascensore esterno (su questo pare si sia discusso molto). Tutta l’area dovrebbe essere pedonalizzata (più o meno dalla chiesa di San Paolo a scendere fino a Porta Barete), un ruolo importante lo avrà anche l’arredo urbano. Fra le indicazioni date ai concorrenti c’erano anche la “ridefinizione dell’immagine della città tramite il recupero del tradizionale rapporto tra cinta muraria e aree circostanti; definizione di un anello di verde pubblico attrezzato (risalite, belvedere, modeste strutture di servizio) che segue e sottolinea l’andamento delle mura valorizzandole; tenere conto della vocazione a destinazione pubblica delle aree a ridosso delle mura da integrare con una viabilità pedonale che si sviluppi lungo l’intero perimetro della cerchia muraria cittadina; parcheggi di supporto al sistema di viabilità”. Il costo dell’intervento è per ora fissato in circa 10 milioni. Il concorso prevede per il progetto vincitore un premio di 72.486 euro, al secondo andranno 13.956 euro e agli altri tre un rimborso spese di poco più di 5.000 euro.
CHE SUCCEDE ORA. La scelta del progetto è un fatto tecnico. Ora sarà il Comune a doverlo valutare ulteriormente e in teoria potrebbe anche non prenderlo in considerazione. Se invece la proposta verrà “sposata” dall’amministrazione si passerà alla fase ulteriore con l’avvio di procedure che non saranno né semplici né rapide. Insomma per vedere l’avvio del cantiere serviranno forse almeno un altro paio di anni se non di più. E andranno con urgenza risolte anche le questioni ancora aperte sulla ricostruzione delle case che sono nella zona. Le esigenze abitative delle persone vengono prima anche del progetto più bello del mondo.
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