Porte aperte a Barisciano Alpini accolti nelle case

15 Maggio 2015

Il sindaco Di Nardo: «Siamo tutti riconoscenti con le penne nere del Piemonte» Bandiere tricolori sulle gru al lavoro nei cantieri della ricostruzione

BARISCIANO. Il paese, vestito a festa, accoglie gli amici alpini. Tricolori al vento tra le macerie del borgo antico che raccontano ancora il dramma di sei anni fa. Il quartier generale, dove prende forma l'intera organizzazione, è la sede degli alpini di Barisciano capace di ospitare oltre 200 penne nere. Ma l'ampia e confortevole struttura è solo il centro di una sorta di albergo diffuso: decine e decine di famiglie della zona hanno aperto la loro porta agli alpini, offrendo per qualche giorno ospitalità gratuita. Un gesto spontaneo, nato da quel sentimento di riconoscenza che non può essere scordato. Sono ancora vivi, nella mente degli abitanti di Barisciano, i ricordi dei giorni seguenti a quel tragico 6 aprile 2009, quando a prendere in mano la situazione e portare un pasto caldo ai terremotati furono proprio i volontari della locale sezione. Una cucina improvvisata, nel campo adibito a tendopoli, e tanta buona volontà. Furono gli alpini del Piemonte ad adottare il piccolo paese montano: per mesi, a turno, da Torino, Vercelli, Asti e Biella sono partite numerose squadre alla volta di Barisciano per portare un aiuto e un sorriso agli anziani, soli e smarriti, ai bimbi, a chi aveva perso tutto. Anche la speranza. L'Adunata nazionale rappresenta un nuovo abbraccio tra la popolazione del posto e gli alpini piemontesi. Un modo per restituire, almeno in parte, il prezioso dono ricevuto: quello della solidarietà. «Un legame profondo e radicato», conferma Antonello Di Nardo, capogruppo della sezione di Barisciano e consigliere nazionale del Comitato organizzativo (Coa). Uno degli artefici della grande operazione che ha portato l'88esima adunata in città. «Si conta che Barisciano sarà invasa da 800 alpini, anche se i numeri sono provvisori», dice, «martedì scorso è arrivato il primo gruppo, che ha percorso un tracciato a piedi, da Lettomanoppello per, poi, proseguire alla volta dell'Aquila». La provenienza più alta è dal Piemonte: la stessa terra che tanto ha dato agli abitanti di Barisciano nel momento del bisogno. La palestra comunale è già stata allestita per accogliere la fanfara di Ivrea, mentre la vecchia scuola elementare ospiterà, nell'ala agibile, un nutrito gruppo di alpini. «Tante famiglie», afferma Di Nardo, «hanno scelto di dare ospitalità agli alpini, di accoglierli in casa non come ospiti, ma come amici e vecchi conoscenti». Non vi è finestra o balcone, nel dedalo di viuzze che conduce al centro abitato, che non porti le insegne del tricolore.Segno di un'appartenenza che va oltre i confini regionali, rinsaldata da una festa, quella degli alpini, che è essenza stessa dell'unione e della solidarietà. In tanti torneranno a Barisciano solo per stringere tra le mani quelle di un vecchio dagli occhi profondi, il volto segnato dalle rughe, negli occhi il desiderio di tornare nella propria casa. O dei bambini, cresciuti un po' nel frattempo, pronti ad indossare il cappello dalla lunga penna nera e a cantare in coro. L'omaggio più alto ci sarà questa sera quando, accanto allo striscione che campeggia all'ingresso del paese «Grazie Piemonte, Barisciano non dimentica», verranno issate 17 bandiere tricolore su altrettante gru disseminate nei cantieri della ricostruzione e illuminate in segno di festa. La più grande– dieci metri di altezza – sarà posizionata sulla strada principale. «I ragazzi della pro-loco hanno allestito un mercatino per la vendita di prodotti tipici e gadget», afferma Di Nardo, «tutte le associazioni presenti in paese stanno dando una grande mano per organizzare le manifestazioni in programma. Stasera, alle 18, si esibirà in piazza la fanfara di Ivrea. A seguire, nella chiesa Cortina realizzata con il contributo degli alpini, è previsto il concerto del coro di Cortina d'Ampezzo». Il resto sarà improvvisazione: canti, musica, balli e rimpatriate.

Monica Pelliccione

©RIPRODUZIONE RISERVATA