Positivo al Covid evita il carcere dopo l’arresto per maltrattamenti

Il 51enne ha accusato un malore in seguito alla convalida ed è stato portato al pronto soccorso Gli istituti di pena hanno rifiutato di accoglierlo, così è finito ai domiciliari in una seconda abitazione
CASTEL DI SANGRO. Viene arrestato con l’accusa di maltrattamenti nei confronti della moglie, ma durante la convalida del fermo si sente male e finisce in ospedale. Dagli accertamenti medici risulta positivo al Covid e gli vengono concessi gli arresti domiciliari evitando così di finire in cella come stabilito in un primo momento dal giudice. Il protagonista della vicenda è un uomo di 51 anni residente a Castel di Sangro, già noto alle forze dell’ordine. Era stato arrestato giovedì scorso dai carabinieri della compagnia di Castel di Sangro, coordinati dal capitano Fabio Castagna, su disposizione del Sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona, Stefano Iafolla. Non era la prima volta che i carabinieri erano dovuti intervenire nell’abitazione in cui vive la famiglia chiamati dai vicini di casa a causa delle violenze che la moglie era spesso costretta a subire tra le mura domestiche. Offese continue e spesso anche botte da parte del marito. Nel corso degli anni sono stati numerosi i rapporti stilati dai carabinieri sempre per lo stesso motivo. E quando giovedì scorso è al centralino della caserma è arrivata l’ennesima segnalazione, i militari dell’Arma hanno raggiunto l’abitazione dell’uomo arrestandolo in flagranza di reato, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. L’altro giorno è stato celebrato il rito in direttissima nel corso del quale il giudice per le indagini preliminari, Marta Sarnelli, che in precedenza aveva convalidato l’arresto, ha disposto la custodia cautelare in carcere perché incompatibile con la permanenza nella stessa abitazione occupata dalla moglie. E mentre gli operatori giudiziari erano alla ricerca di un istituto di pena che potesse accoglierlo, il 51enne ha accusato un malore e chiedendo di essere trasportato nel pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona. Come da protocollo, una volta arrivato in ospedale, i medici hanno sottoposto l’arrestato al tampone antigienico che ha dato esito positivo. A quel punto, dal carcere è arrivato il diniego ad accogliere un detenuto contagiato dal coronavirus che avrebbe potuto innescare un pericoloso focolaio tra glo altri detenuti e tra gli agenti di polizia penitenziaria. Un rischio troppo grande che nessuno si è sentito di correre. Così, dopo aver consultato il giudice, e avuta la disponibilità di un’abitazione diversa da quella occupata dalla moglie, la detenzione in carcere è stata sostituita con la misura alternativa degli arresti domiciliari. Almeno in questa circostanza, si può dire che la persona contagiata è stata contenta di essere rimasta infettata dal Covid-19. Il 51enne è difeso dall’ avvocato, Fernando Buzzelli.
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