Posta bloccata, Lioce rinuncia al ricorso

16 Dicembre 2020

La detenuta per terrorismo aveva impugnato la decisione di non far partire un plico con una rivista

L’AQUILA. La Corte di Cassazione ha chiuso una vicenda che ha riguardato Nadia Desdemona Lioce, 61 anni, reclusa in regime di 41 bis nel carcere di Preturo per reati di terrorismo.
La Lioce aveva contestato alla direzione del carcere un provvedimento (confermato dal tribunale di sorveglianza dell’Aquila) con il quale era stata «trattenuta una raccomandata inviata dalla reclamante a tale R.M. anch’egli ristretto nel circuito del 41 bis di altro istituto di pena, contenente un numero della rivista mensile Limes che era stata dalla suddetta acquisita tramite la Direzione del carcere».
Contro l’ordinanza del Tribunale la Lioce aveva proposto ricorso per Cassazione, tramite il proprio difensore, contestando il fatto che il «Tribunale di sorveglianza nel suo provvedimento non ha individuato il concreto pericolo per l'ordine e la sicurezza – unico presupposto idoneo a legittimare la compressione di un diritto costituzionalmente garantito – connesso all’inoltro di una rivista acquistata attraverso i canali istituzionali e quindi già controllata e verificata nella conformità al testo originale. Inoltre l'ulteriore passaggio di questo testo da un detenuto all'altro non potrebbe mai configurarsi come idoneo a veicolare dei messaggi occulti se non attraverso l’aggiunta di chiose manoscritte, che comunque sarebbero agevolmente individuabili attraverso la semplice e rapida visione della rivista». La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile in quanto scrivono i giudici «con atto pervenuto presso questo Ufficio in data 20 ottobre 2020 il difensore della Lioce ha dichiarato di rinunciare all’impugnazione proposta». (g.p.)
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