Poste, aperture ridotte fino a fine mese

7 Agosto 2015

Intanto la senatrice Pezzopane contesta il piano di riorganizzazione e chiede l’intervento del ministro

L’AQUILA. Anche in questo mese di agosto, storicamente caratterizzato da una sensibile riduzione del flusso di clientela e di operazioni, Poste italiane garantirà una presenza continuativa ed efficiente nei sei uffici postali del capoluogo. «Pertanto, ad agosto», afferma Poste italiane, «i due uffici a doppio turno L’Aquila 1 (Centi Colella) e L’Aquila v.r. (via della Crocetta) continueranno ad essere disponibili secondo il consueto orario continuato 8.20-19.05 dal lunedì al venerdì e il sabato fino alle 12.35. L’unica rimodulazione temporanea degli orari riguarderà L’Aquila-via della Crocetta che dal 10 al 31 agosto sarà aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 8.20 alle ore 13.35 e il sabato dalle 8.20 alle ore 12.35. Saranno inoltre disponibili nel consueto orario 8.20-13.35 e il sabato fino alle 12.35 i quattro uffici monoturno della città, ad eccezione delle seguenti giornate di seguito indicate per ciascuna sede: L’Aquila 4 (viale Moro), sempre aperto eccetto martedì 11 e giovedì 13 agosto, L’Aquila 2 (via Rocco Carabba) e L’Aquila 3 (via Cardinale Mazzarino), con apertura ridotta a martedì-giovedì-sabato nei periodi, rispettivamente, 17 agosto-31 agosto e 12 agosto-31 agosto e L’Aquila 5 (via Leonardo da Vinci), con apertura ridotta a lunedì-mercoledì-venerdì nel periodo 8 agosto-22 agosto».

Ma intanto sul piano di riorganizzazione di Poste italiane è intervenuta la senatrice Stefania Pezzopane che ha inviato una lettera ai vertici dell’azienda. «Il piano di riorganizzazione di Poste italiane va ridiscusso. Chiudere diversi uffici postali su tutto il territorio metterebbe in ginocchio soprattutto i comuni rurali, montani e delle isole minori, dove l’ufficio postale è un punto di riferimento fondamentale per i cittadini. Ho scritto una lettera a Poste italiane e al ministro dei Trasporti per chiedere di sospendere il provvedimento di razionalizzazione», ha spiegato, «perché un cambiamento così importante va discusso con gli enti locali. Tanto più alla luce della sentenza del Tar del Friuli Venezia Giulia che recentemente ha accolto il ricorso del comune di Buja, in provincia di Udine, annullando la chiusura di due uffici postali in due frazioni di quel territorio».

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