Posti auto a pagamento sul Gran Sasso, è scontro

13 Giugno 2019

L’annuncio delle strisce blu sul piazzale a quota 2.200 metri divide i frequentatori I contrari: «Misura inutile, la sosta selvaggia resta». I favorevoli: «Sì alle regole»

L’AQUILA. L’attivazione della sosta a pagamento sul piazzale di Campo Imperatore, annunciata per la fine di giugno dall’amministratore unico del Ctgs Dino Pignatelli, non poteva passare inosservata. Anche se il provvedimento non è nuovo, con un primo tentativo effettuato lo scorso anno. Il timore diffuso è che la sosta selvaggia che si registra sul Gran Sasso durante la bella stagione si sposti semplicemente lungo la strada di accesso, come accaduto la passata estate. Tante le reazioni alla notizia anticipata dal Centro, con il popolo del web che si spacca, tra favorevoli e contrari. Molti sono d’accordo sul fatto che occorra una regolamentazione, ma sollecitano tariffe differenti, in particolare per chi sale in moto e fa brevi soste. Il costo del ticket si sta definendo, dovrebbe aggirarsi sui 4 euro al giorno. Chi boccia il provvedimento lo fa perché lo ritiene disincentivante, oppure eccessivo, vista la carenza di servizi.
FAVOREVOLI. Il dibattito si è animato soprattutto sulla pagina Facebook del gruppo #SaveGranSasso, che sta portando avanti una battaglia per la ridefinizione dei confini delle aree protette sulla montagna aquilana. «Per le auto sono d’accordo», scrive Giorgio Fioravanti, «per le moto sarà disincentivante per la scelta della strada da fare. Sarà una gioia per i “terroristi integralisti”, sarà un po’ meno una gioia per gli operatori. Bisogna capire che chi sale in auto, va su per fare trekking o per stare lì gran parte della giornata e allora è giusto che paghi per parcheggiare. Chi invece va in moto, lo fa per la strada e per fare brevi soste: per un caffè, fare foto, una birra o al massimo una pausa pranzo. Nessun motociclista sarà disposto a pagare 4 euro per parcheggiare al massimo 20 minuti. E non si tiene nemmeno conto del fatto che una moto occupa un terzo dello spazio che occupa l’auto». Secondo Stefano Alleva, «chi vuole paga, giustamente, e spero che per le soste brevi sia applicata una tariffa differente o adibiti appositi spazi». Alberico Giannangeli suggerisce di «mettere una colonnina con inserimento moneta, così ognuno paga in base al tempo che sosta. Ma poi ci vuole un vigile fisso che controlla e fa rispettare le regole. I costi del parcheggio devono però essere contenuti». Per Fabio Bascarin, «regolamentare la sosta selvaggia e in particolare quella lunga, va bene, ma se uno si ferma 20 minuti o mezz’ora, non può pagare un biglietto in regime forfettario, cioè lo stesso di chi parcheggia per l’intera giornata. E per fare una cosa più accurata ci vorrebbero anche addetti alla gestione e controllo dei parcheggi».
CONTRARI. «Ci hanno già provato», dice Paola Cafaggi, «ma è un provvedimento inutile. Parcheggeranno tutti lungo la strada, creando lo stesso disordine selvaggio, ma spostato più in basso. Bisognerebbe piuttosto incentivare l’uso della funivia con prezzi ragionevoli, almeno per chi viene da Fonte Cerreto. Quanto agli operatori danneggiati, ma manco tanto, sarebbero uno o due, l’Ostello e un paio di bancarelle visto che non c’è altro. Tanto rumore per nulla». Secondo Fausto Tatone, «serve presidiare il territorio, questo manca. Lo scorso anno 10 auto nel parcheggio a pagamento e 100 parcheggiate lungo la strada, gratis e senza multa. Inutile iniziativa, anche se romantica e proiettata in un futuro che non c’è. Come si fa a chiedere anche un euro quando non ci sono i servizi di base?». Giorgio Fanci pone un problema: «Una parte del piazzale è del Comune e una parte di competenza della Provincia. Ci vuole chi fa le multe sulla parte del Comune e chi sulla parte della Provincia. Ovvero praticamente impossibile».
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