Posti letto soppressi a Chirurgia, il sindaco va dai giudici del Tar

12 Febbraio 2020

Castel di Sangro, per Caruso il danno è grave e irreparabile: «Disattesi gli impegni assunti dalla Regione e dall’Asl»

CASTEL DI SANGRO. Finisce sul tavolo dei magistrati del Tribunale amministrativo regionale la rimodulazione dell’ospedale di Castel di Sangro. La riduzione dei posti letto, la carenza di personale e la sospensione delle attività chirurgiche, sia in “day surgery” che in “day hospital”, ha spinto ieri l’amministrazione comunale ad impugnare la decisione dell’Azienda sanitaria locale di limitare le attività del presidio ospedaliero. Il provvedimento che il sindaco Angelo Caruso contesta fortemente alla Asl è la soppressione di 11 posti letto all’unità operativa di chirurgia che per il primo cittadino di Castel di Sangro risulta illegittima. «Il danno grave e irreparabile», commenta Caruso, «è insito nell'attuale carenza di un adeguato servizio sanitario nel comprensorio per il quale l’ospedale di Castel di Sangro funge da riferimento e ciò proprio nel periodo invernale dell’anno, in cui la raggiungibilità dell’ospedale di Sulmona è resa difficoltosa, quando non pericolosa, dalle condizioni meteorologiche. A ciò si aggiunga che gli ospedali di Casoli, Atessa, Agnone e Venafro sono sforniti di un’unità operativa di chirurgia, sicché la chiusura del reparto di Castel di Sangro lascia un vuoto di tutela del diritto alla salute, al quale non si può far fronte attraverso l’invio dei pazienti all’ospedale di Sulmona, naturalmente vocato ad assistere un altro bacino di utenza». Con lo scopo di prevenire tale rischio, il primo cittadino nelle scorse settimane aveva scritto sia al direttore generale della Asl Roberto Testa che al governatore della Regione Abruzzo Marco Marsilio, chiedendo l’urgente costituzione di un tavolo per l’individuazione delle attività e dei servizi sanitari da assicurare alla struttura ospedaliera.
Il disappunto in merito alla decisione assunta nello scorso mese di dicembre dal direttore dell’Unità complessa operativa Mauro Favoriti era stato fatto presente dal sindaco anche all’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, che in occasione della sua visita alla struttura sanitaria del capoluogo alto sangrino aveva assicurato il ripristino immediato della funzionalità dei reparti e dei servizi.
Per tutta risposta è invece arrivato da tutti gli interlocutori un disinteresse che ha spronato il Comune a ricorrere alle vie legali. «Il ricorso», aggiunge Caruso, «si basa essenzialmente sulla illegittimità del procedimento seguito dalla Asl, sia perché è difforme al dettato del decreto Lorenzin e sia perché l’atto aziendale è viziato da una palese incompetenza del sottoscrittore».
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