Powercrop, il no riapre la partita

23 Aprile 2016

Tutti d’accordo con la bocciatura della Conferenza dei servizi

AVEZZANO. Il secco no all’impianto Powercrop porta una ventata di positività nella Marsica. I vari pareri negativi espressi durante la Conferenza dei servizi hanno cambiato le carte in tavola sulla riconversione dell’ex zuccherificio di Celano.

«Questa vittoria», ha commentato Andrea Delle Coste del Wwf Abruzzo montano, «è frutto del lavoro articolato svolto dalle parti in causa. La politica ha fatto la sua parte, dimostrando di saper incidere sulle dinamiche economiche e sociali dei territori che amministra, i cittadini marsicani sono scesi in campo e hanno fatto sentire la loro voce contraria allo scellerato progetto».

Per Massimiliano Volponi, direttore di Coldiretti, «il no alla centrale è in piena sintonia con la nostra posizione già ribadita più volte con chiarezza e determinazione. La realizzazione di una centrale a biomasse è impensabile, impattante, incompatibile con un territorio definito orto d’Italia. Coldiretti», ha aggiunto, «vuole perciò che vengano tutelate le produzioni, di cui ben due a Dop, il territorio e le imprese agricole che vogliono continuare a lavorare con una professionalità sempre più elevata. Per questo, il nostro no alla centrale è fermo, con il chiaro obiettivo di tutelare le duemila aziende agricole che danno lavoro a oltre diecimila lavoratori».

Soddisfatto anche il consigliere regionale Gianluca Ranieri, per il quale, però, non bisogna abbassare la guardia. «La Regione ha finalmente cominciato a recepire ciò che da anni sosteniamo», ha detto Ranieri, «ovvero la necessità di incidere sull’accordo di riconversione. Tuttavia la delibera è ancora indisponibile, per cui ci riserviamo di verificare che l’atto adottato dalla Regione sia appropriato e in grado di produrre gli effetti necessari per chiudere la vicenda». (e.b.)

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