Powercrop, ricorso alla Consulta contro l’impianto

Il Movimento 5 Stelle convince la giunta regionale «Danni al territorio se il progetto sarà realizzato»
AVEZZANO. Presentato il ricorso alla Corte Costituzionale contro la realizzazione della centrale Powercrop. Il Movimento 5 Stelle, che ha proposto di seguire questo iter poi sostenuto da tutto il consiglio regionale, si spinge anche oltre e chiede le dimissioni del ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, «vittima e carnefice del conflitto di interessi con la Maccaferri». Su proposta del consigliere regionale Gianluca Ranieri la giunta ha avviato un ricorso alla Consulta contro il decreto competitività nel quale è previsto il commissariamento per "interesse strategico nazionale" delle opere legate alla riconversione del settore degli zuccherifici. Tra queste c'è anche il progetto Powercrop. Il Movimento 5 Stelle ha deciso di avviare una campagna di sensibilizzazione nella Marsica per far capire ai cittadini cosa accadrà al territorio se venisse realizzato. Massimo De Maio e Giorgio Fedele, rispettivamente portavoce del coordinamento di Tagliacozzo e Avezzano, hanno chiarito che «dal punto di vista sanitario e ambientale un progetto del genere non può essere realizzato su questo territorio». «Grazie a questa battaglia senza colore la risoluzione è stata approvata», ha commentato Ranieri, «ora chiediamo a tutti i sindaci ed esponenti abruzzesi del Pd di sostenere le dimissioni del ministro Galletti per il suo conflitto d’interesse con la Maccaferri». Pietro Spitali (Cia) ha ribadito il no delle associazioni agricole al progetto Powercrop, mentre Sefora Inzaghi (Comitato No Powercrop) ha sostenuto che «I lavoratori dell’ex zuccherificio che attendono di essere reintegrati devono lottare per la realizzazione della centrale ortofrutticola, prevista nella riconversione, e non per l’inceneritore». (e.b.)
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