Powercrop, sindaci uniti: «Salveremo il Fucino»
Ribadita la contrarietà alla centrale a biomasse, ma pronti al dialogo con Cinti Un documento verrà inviato alla Regione e alla Provincia dell’Aquila
AVEZZANO. Sono pronti al dialogo con la Powercrop, ma restano contrari alla realizzazione della centrale a biomasse. Questa la presa di posizione dei sindaci del Fucino che ieri si sono incontrati ad Avezzano per scegliere una linea comune da seguire in vista della conferenza dei servizi convocata per martedì 24. La riunione doveva essere a porte chiuse, ma vista l’alta partecipazione – in municipio si sono radunati agricoltori, esponenti delle associazioni di categoria, lavoratori e attivisti – il sindaco Gianni Di Pangrazio ha deciso di adottare la linea della massima trasparenza. «Se vogliamo raggiungere gli obiettivi lo dobbiamo fare con trasparenza», ha commentato primo cittadino Di Pangrazio, «serve un confronto costruttivo, dobbiamo capire cosa vuole il popolo, discutendo insieme, confrontandoci e trovando delle soluzioni».
Il presidente di Powercrop, Raimondo Cinti, ha chiesto dalle pagine del Centro un dialogo con il territorio, che gli amministratori hanno subito accolto. «Non facciamo slogan vuoti, ma documenti che per ora hanno impedito alla Powercrop di entrare nel nostro territorio tutelando i cittadini», ha precisato l’assessore alle Attività produttive, Roberto Verdecchia, «Cinti non dice la verità perché riceverà dalla comunità europea 92milioni di euro. Il dialogo sarà possibile, ma con il progetto in mano e con risposte concrete».
Dello stesso parere anche il sindaco di Luco dei Marsi, Domenico Palma, secondo il quale «la questione va avanti da tanti anni, ma non è stata mai affrontata in modo completo. Siamo pronti al dialogo, ma deve essere chiaro».
Nel vertice in Comune i sindaci del Fucino hanno espresso la loro preoccupazione per questo progetto e al tempo stesso hanno dato tutta la disponibilità a unire le forze per bloccare l’iter. Per il sindaco di Cerchio, Gianfranco Tedeschi, è opportuno «capire i limiti della normativa comunale per poter agire», mentre per il primo cittadino di San Benedetto, Quirino D’Orazio, è necessario «studiare le carte e trovare eventuali cavilli a cui appellarsi». Contrari anche i sindaci di Lecce nei Marsi, Gianluca De Angelis, Gioia, Gianclemente Bernardini, Trasacco, Mario Quaglieri, e Aielli, Benedetto Di Censo. Durante l’assemblea hanno espresso tutto il loro disappunto i rappresentanti delle associazioni di categoria e gli agricoltori, preoccupati per il loro futuro. Secondo Fabio Di Pietro (Coldiretti) «è opportuno organizzare una giornata di studio per far conoscere a tutto il territorio questo progetto che in molti ignorano», mentre per Stefano Fabrizi (Confagricoltura) «dal Fucino non ci sarà alcun tipo di approvvigionamento per la centrale a biomasse che verrà alimentata con materia proveniente da fuori regione».
«Questo progetto con l’agricoltura non c’entra niente», ha chiarito un contadino, Giovanni Paris, «dal momento che siamo sottoposti a disciplinari di produzione molto rigidi e con questo progetto rischiamo di perdere tutto».
La prossima mossa dei sindaci, quindi, sarà quella di presentare un documento congiunto per dire no all'impianto. La petizione, anche tramite il consigliere provinciale Felicia Mazzocchi e i consiglieri regionali Maurizio Di Nicola e Gianluca Ranieri presenti all’incontro, sarà consegnata alla Provincia dell’Aquila e alla Regione Abruzzo.
Eleonora Berardinetti
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